Quatre-quartes cioccolato e lamponi

Complice un’offertona trovata al mercato ortofrutticolo di Bergamo, ho preso i lamponi, anche se non e’ proprio stagione, ma una cassetta, formata da 8 scatolette, a 3 euro era un’occasione unica!

E io adoro i lamponi, soprattutto col cioccolato, e questa torta facile e veloce e’ un’ottima soluzione per unire questi due ingredienti!

Quatre-quartes cioccolato e lamponi

torta cioccolamponi

– 250 gr di burro morbido (deve avere la consistenza di una pomata, quindi toglietelo dal frigo almeno un’oretta prima)

– 250 gr di zucchero

-5 uova medie (o se volete essere precisini 250 gr)

-50 gr di cacao in polvere

-200 gr di farina bianca 00

-una bustina di lievito in polvere per dolci

-2 vaschette di lamponi

L’ideale e’ avere un’impastatrice, perche’ piu’ viene impastato e areato l’impasto piu’ viene soffice.

Mettere il burro morbido nell’impastatrice, aggiungere lo zucchero e far lavorare a velocita’ media-bassa fin quando diventa di un bel colore bianco. Poi aggiungere le uova, una per volta, facendo assorbire all’impasto prima di aggiungere la successiva.

Inserire la farina con il lievito e il cacao, a cucchiaiate, poco per volta. Far andare a velocita’ 2 per qualche minuto.

Imburrare e infarinare una teglia per torte (io ne ho usate due piccole) e versarci l’impasto.

Appoggiarci sopra i lamponi, abbondanti, e infornare per 45 minuti a 180°.

I lamponi miei sono tutti finiti sul fondo, quindi l’ideale sarebbe poi capovolgere la torta cotta e spolverarla di zucchero a velo, oppure colarci sopra del cioccolato!

torta cioccolamponi2


Le Camille fai da me (gluten free)

Ho un amica celiaca. La mia prima amica celiaca.

Lo scrivo perche’ non mi sono mai cimentata in ricette di dolci gluten free e devo dire che e’ stata una grande scoperta, sono piaciute a me e anche alla persona interessata. A breve li rifaro’ (anche per fare una foto degna di essere chiamata tale, per ora beccatevi questa dal cell).

La ricetta e’ di una semplicita’ mostruosa, soprattutto se avete una planetaria o impastatrice, altrimenti beh cogliete l’occasione per farvi qualche muscoletto extra palestra!

Ho preso spunto da una ricetta su un sito di celiaci, ma ho modificato dosi e anche ingredienti, quindi non vi sto a mettere l’originale che non c’entra nulla con la mia.

Facendo le cose cosi’ alla fine mi sono uscite le camille…le famose camille…ma non quelle attuali che sono troppo dolci e con un retrogusto forte. Le camille che mangiavo da piccola, quelle che sapevano ancora vagamente di carota.

L’ideale per questi dolcetti gluten free sarebbe usare delle teglie in silicone, per non ungere e infarinare la teglia, oppure come ho fatto io fare delle piccole tortine nei pirottini di carta dei muffin.

Camille fai da me (gluten free)

– 500 gr di farina di riso integrale

-6 uova

-400 gr di carote grattuggiate finissime

-250 gr di zucchero

-180 gr di olio (io ho usato l’extra vergine perche’ non avevo in casa altro)

-1 cucchiaino di estratto di vaniglia (o se non l’avete una bustina di vanillina)

-1 bustina e mezzo di lievito per dolci

Mettete la farina, l’olio, le uova e lo zucchero nell’impastatrice e fatela andare finche’ non vi viene un impasto ben amalgamato.

Aggiungeteci le carote, e mescolate bene. Infine aggiungete l’estratto di vaniglia e il lievito setacciato.

Io meta’ tortine le ho colorate con un po’ di cacao per cambiare.

Accendete il forno a 180° e nel frattempo versate l’impasto nei pirottini dei muffin o nello stampo delle tortine in silicone.

Infornate per circa 20 minuti.

Sono ottimi cosi’, oppure potete dividerli a meta’ e spalmarci della marmellata o nutella!


Lasagne alle erbette e salmone affumicato

Io ho un amore smodato per il salmone affumicato (e ho fatto anche la rima!) e il mio maggior fornitore e’ la bottega svedesa dell’Ikea. Come quello non ce n’e’!!

A parte la qualita’, ma anche il prezzo e’ basso rispetto a quello che si trova nei normali supermercati e per cucinare va piu’ che bene.

Poi la coincidenza di trovare in offerta le erbette et voila’ ecco che questi due ingredienti entrano a far parte di un bel piattino di lasagne.

La ricetta e’ facile, la pasta l’ho presa fresca dell’Esselunga, lavorando non ho tempo di farla in casa e questa e’ ottima perche’ sottile e fatta con sole uova e farina.

Lasagne erbette e salmone affumicato

– 1 confezione di pasta fresca per lasagne 

 besciamella

una cassetta di erbette fresche fate bollire

– una confezione di salmone affumicato dell’ikea

parmigiano grattuggiato

Preparate la besciamella come da ricetta, poi iniziate a preparare le lasagne.

Prendete una teglia e versateci un po’ di besciamella per coprire il fondo, poi fate uno strato di pasta fresca, distribuite le erbette cotte e sopra le fette di salmone, date una spolverata e fate diversi strati fino ad arrivare un dito sotto il bordo della teglia. Finite con una spolverata abbondante di parmigiano e mettete in forno caldo a 180° per circa 30 minuti.


Pan dei morti

Oggi e’ il 31 ottobre, domani si festeggia il giorno dei Morti. Lasciando perdere la diatriba halloween si o halloween no, io festeggio perche’ la nostra tradizione e’ molto piu’ vecchia della festa americana, che ormai ci ha invaso. E’ comunque una festa carina, simile alla nostra vecchia festa dei morti.

Qui si usava intagliare le rape o le zucche e con una candela all’interno metterle fuori dalle stalle, per proteggere il bestiame, che ai tempi era l’unico sostentamento per una famiglia, dalle anime dei morti. Il 31 ottobre coincideva con la fine dell’estate, quindi la fine dei lavori nei campi, e l’inizio della stagione  morta, del freddo, dei mesi piu’ duri dell’anno, delle influenze, che fino a 50 anni fa uccidevano, e in questo giorno si scongiuravano le disgrazie, si cercava di allontanare le anime dei morti.

Questi sono dolcetti che fanno parte della tradizione lombarda, anche se ogni citta’, provincia, paesino ha la propria ricetta. Ognuno ci mette quel che ha in casa, d’altronde ai tempi andare al supermercato era un lusso, beh in effetti quasi anche adesso, quindi siete liberissimi di usare avanzi e rimasugli vari.

Io vi metto la ricetta che ho preso da Shake&Bake, con alcune modifiche. Io con questa dose ci ho ricavato una ventina di biscotti.

Ingredienti:

100 gr di amaretti tritati

120 gr di biscotti secchi tritati

200 gr di farina 00

140 gr di zucchero semolato

mezza bustina di lievito per dolci

30 gr di cacao in polvere

1 cucchiaino di cannella in polvere

un pizzico di sale

40 gr di uvetta secca

1 confezione di pinoli (circa 50 gr)

4 albumi

Mettete farina, biscotti tritati, amaretti tritati, lievito, zucchero, sale, cacao cannella in una ciotola, aggiungeteci le uvette tritate (io non le faccio rinvenire nell’acqua perche’ mi piacciono cosi’ secche), i pinoli tritati grossi, e gli albumi.

Mescolate bene con un cucchiaio di legno. Poi trasferite il comporto formando un salsicciotto di circa 10 cm di diametro su una spianatoia in legno infarinata, tagliate delle fette spesse 1 cm e con la mani infarinate appiattitele un po’.

distribuite i biscotti su una placca da forno coperta da carta da forno e fate cuocere per 15 minuti a 200°.

Quando li togliete saranno ancora morbidi, poi raffreddandosi diventeranno duri. Lasciateli raffreddare sulla carta da forno e poi metteteli in un contenitore ermetico. Potete spolverarli di zucchero a velo!

 

 


Il MIO olio extravergine di oliva

Finalmente quest’anno e’ stato l’anno buono, quello giusto, l’annata perfetta.

I miei olivi, che temevo morissero dopo il freddo patito quest’inverno visto che siamo scesi molte volte a temperature intorno ai -10°, hanno invece dato quanto mai finora.

E per la prima volta ho prodotto il mio olio extra vergine di oliva.

Ne sono orgogliosa, non e’ molta roba ma ti da soddisfazione avere il proprio olio, produrre qualcosa di tuo, vedere quel liquido verde uscire dalle tue olive! Insomma un’esperienza nuova, meravigliosa!

Gli anni scorsi abbiamo sempre prodotto circa 70 chili di olive, ma al frantoio nessuno ti spreme le olive se non arrivi almeno al quintale, mentre quest’anno eravamo ottimisti, olive grandi grandi, belle e sane, senza presenza della mosca dell’olivo, insomma il meglio!

Sabato e domenica abbiamo raccolto, tutto a mano perche’ gli ulivi sono disposti su terrazzamenti, e meraviglia delle meraviglie abbiamo pesato e quando abbiamo visto che siamo arrivati a 113 chili eravamo felicissimi.

Subito ho chiamato il frantoio, a Sulzano sul lago d’Iseo, e preso l’appuntamento per stamattina, alle 9. La. Dunque sveglia alle 6 per caricare le olive in macchina e partenza!

Eravamo agitati, per la prima volta avremmo assaggiato il NOSTRO olio!!! Teoricamente noi rientriamo nella zona del lago di Como e limitrofi, ma il frantoio in zona prendeva solo sopra il quintale e 300. Dunque impossibile. Ma chissa’ l’anno prossimo che non riusciamo a raggiungere quel risultato.

Arriviamo al frantoio, scarichiamo nel cassone per la pesa e ci viene dato un numero. Di li a un’ora avrebbero iniziato a spremere le nostre olive.

Nel frattempo abbiamo fatto un giro a Iseo, anche se eravamo cosi’ ansiosi che nemmeno passata un’ora eravamo gia’ al frantoio, a curiosare tra i macchinari, a fare mille domande ai proprietari molto gentili, a guardare curiosi olive che arrivavano, venivano tritate, passavano da un tubo all’altro, e infine uscire dall’ultima parte della macchina quel liquido tanto bello e lucente che sembrava finto!

E non parliamo del profumo intenso di olio, di olive, roba che ti venivano le voglie di farti una bruschetta cosi’, al momento, sul cofano di qualche macchina ancora calda!

Il tempo passa veloce, circa due ore, e finalmente ci avvisano che il nostro olio e’ quasi pronto! Mi avvicino come una bambina curiosa davanti alla bocchetta e eccolo li, lo vedo!!! l’olio!!! Il mio olioooo!!! Che emozione!!! usciva lento e piano piano riempiva il contenitore di acciaio sotto, e quel bel verdone di olio fresco che ti faceva venire l’acquolina!

Abbiamo fatto imbottigliare e risultato 15 bottiglie da 750 ml e 6 bottiglie da 500 ml! Non male, con questo olio ci campo un anno, o forse piu’, e a parte le bottigliette piccole che regalero’ le altre me le gustero’ io pensando alla fatica di due giorni di raccolta, ai dolori alle braccia e alle mani, alla schiena distrutta, ma ne e’ valsa la pena.

L’anno prossimo spero che i giovani ulivi fruttifichino di piu’, e magari riusciro’ a spremerle nel frantoio piu’ vicino a casa.

Per ora mi godo il MIO olio extra vergine di oliva!

Frantoio del Sebino di Cardinelli Giancarlo & C.

via Cesare Battisti, 96

Sulzano 25058

cell. 347.3897383 – 333.2202123

http://www.frantoiodelsebino.it

info@frantoiodelsebino.it


Berlino – Dove mangiare

Ho girato vari posti in Berlino e provato molti ristoranti, in 10 giorni abbiamo avuto modo di provare un po’ di tutto. Vi metto i miei preferiti:

Fritz101 http://www.fritz101.de/en

E’ sulla Fredrichstrasse al civico 101, comodo, veloce e stile un po’ bavarese, hanno delle ottime patatine fritte, si puo’ mangiare a tutte le ore, ottima birra. Le cameriere non sono il massimo della simpatia, ma per un ristoro veloce va bene.

Mar Y Sol http://www.marysol-berlin.de/

Qui si trovano delle ottime tapas, i prezzi sono economici ma e’ sempre pieno, quindi o prenotate o ci andate in settimana, la birra costa un po’ di piu’ rispetto ad altri posti, l’atmosfera e’ molto spagnoleggiante anche se poco intimo.

Sul sito potete trovare il menu e dare un’occhiata ai prezzi!

Daimlers Restaurant http://www.daimlers.de/

Per gli amanti delle auto, specialmente Mercedes, questo ristorante fa per voi! Si trova all’interno del concessionario/Show room di Mercedes Benz in Unter den Linden, e’ molto stiloso, tutto nero e lucido, il servizio e’ impeccabile e i camerieri gentilissimi. Se volete spendere poco (circa 10 euro) andateci nella pausa pranzo,  potete scegliere tra vari piatti, molto curati e buonissimi.

Shrimps & Sardinas

Si trova dentro il reparto alimentari del Ka.De.We, il famoso centro commerciale di Berlino. Vi consiglio di assaggiare uno dei piatti a base di pesce, io ho provato il panino con i gamberi, salsa e insalata. Non si tratta del solito panino con 4 gamberi, il panino e’ veramente pieno di pesce. Costo poco piu’ di 5 euro…una stupidata se pensate che si tratta di pesce.

Alex https://www.dein-alex.de/

Lo troverete facilmente se andrete al SonyCenter. E’ stato il punto di partenza di molte nostre giornate, con le sue colazioni abbondanti e a poco prezzo, rispetto alle colazioni Berlinesi.

Prima di tutto non e’ una semplice colazione, ma un vero e proprio brunch, con possibilita’ di mangiare dal dolce al salato, tutto quello che si trova sul bancone del bar, per poco piu’ di 6 euro. La domenica invece costa 11,30. Anche la sera e’ un ottimo posto per andarci a bere qualcosa, soprattutto nella bella stagione quando si puo’ sedersi in piazza sotto le luci del SonyCenter. I prezzi sono competitivi, e la posizione e la gentilezza del personale (per non parlare della bonta’ dei piatti) vi fara’ rimpiangere la sua colazione.

Restaurant Shezan

Neue Roßstraße 13, An der Roßbrücke, 10179 Berlin

Ristorante indiano molto carino, con una terrazza sul fiume molto pittoresca, con mille lucine, molto romantico. I camerieri molto gentili, abbiamo mangiato un Chicken Curry, un Tandoori Chicken, 2 birre da mezzo litro e abbiamo pagato solo 25 euro. Eravamo pieni! Ottimo servizio, uno dei piu’ buoni curry mai mangiati!

To be continued…


Torta di prugne blu

E’ stagione.

Prugne blu a quintali dalle piante. Come solito.

Ma si sa…non e’ che una persona puo’ ingurgitare prugne dal mattino alla sera, conosciamo tutti gli effetti collaterali giusto?

Dunque tortizziamo!

Questa e’ una ricetta facile facile, inventata cosi’ sui due piedi, che prevede l’uso di una ventina di prugnette blu che si sciolgono nell’impasto!

TORTA DI PRUGNE BLU

– 250 gr di burro morbido

– 4 uova

– 250 gr di farina

– 250 gr di zucchero

– un cucchiaio di sciroppo d’acero

– una bustina di lievito per dolci

– un cucchiaino di estratto di vaniglia (o una bustina di vanillina se non avete altro)

– 20 prugnette blu tagliate in due e senza nocciolo

– un cucchiaio di zucchero semolato

Mettete nell’impastatrice (o a mano in una ciotola) lo zucchero e il burro con le uova, fate andare a velocita’ uno fin quando si e’ ben mescolato, poi passate alla velocita’ 2-3 per montare leggemente.

Poi unite poco per volta la farina setacciata con il lievito, mescolate fin quando il composto e’ liscio, aggiungete infine lo sciroppo l’acero e la vaniglia.

Imburrate e infarinate una teglia coi bordi alti (non da crostata per intenderci) e versateci il composto.

Disponete sopra le prugne come piu’ vi aggrada e spolverate con una cucchiaiata di zucchero semolato.

Infornate per 1 ora circa a 180°, ma fate la prova dello stuzzicadenti, quando la torta e’ asciutta dentro e’ cotta!


Berlino – Mezzi di trasporto

Questo post e’ scritto il 23 agosto del 2012, quindi ogni prezzo o cosa che leggete deve essere riferita a questa data, se leggete tra 10 anni e’ ovvio che i prezzi cambino, cosi’ come i nomi dei locali, dei musei ecc ecc… essendo anche Berlino una citta’ in continua evoluzione.

Prima di tutto ci sono stata per 10 giorni, e non ho visto tutto, impossibile farlo visto che e’ una citta’ enorme e con grandi distanze, e pur avendo macinato chilometri tra mezzi e a piedi non sono riuscita a visitare quelli che avrei voluto.

Se pensate di starci per 3-4 giorni riuscirete a mala pena ad assaporare quella che e’ la vera Berlino. Perche’ in pochi giorni potete fare quello che fa ogni turista che ci fa un salto, ossia vedere le cose piu’ “famose” e importanti.

Prima di tutto se dovete scegliere il periodo io consiglio l’estate.

Io ho fatto 10 giorni ad agosto e di giorno c’erano al massimo 25°, di sera di scendeva anche a 13°, infatti ho dovuto comprare maglioni e un giubbino per le sere piu’ fredde, ma vi capitera’ di trovare anche giornate calde, con 30°. Sicuramente non troverete il caldo dell’Italia. Per quello che riguarda gli altri periodi, eviterei l’inverno, troppo freddo e fa buio presto.

Tenete conto che i locali la sera per i tavolini esterni accendono il riscaldamento ad agosto.

Come prima cosa bisogna raggiungere la citta’. Io l’ho fatto via aereo, con Lufthansa, visto che mi costava meno di Ryanair, voi cercate quello che vi conviene di piu’.

Io sono atterrata a Tegel. A Tegel consiglio di comprarvi l’abbonamento per i mezzi, che sfrutterete tantissimo e vi toglie dal peso di comprare ogni giorno i biglietti e obliterarli.

Io ho preso l’abbonamento da 5 giorni, il completo, ossia la Berlino Welcome Card per la zona A-B, del prezzo di 30,90 euro.

Qui troverete i vari abbonamenti. Io consiglio di fare A+B, perche’ io in 10 giorni non ho mai sforato fuori dalla zona A e le cose interessanti, a meno che non state un mese, sono tutte in questa zona. Nel prezzo dell’Abbonamento e’ compreso il viaggio da e per l’aeroporto di Tegel, che viene effettuato in pullman.

Appena arrivate all’aeroporto, potete recarvi appena fuori dall’entrata e troverete 2 macchinette automatiche e uno sportello. Io ho preferito lo sportello e con l’abbonamento vi verra’ dato il libricino con gli sconti e varie cartine dei mezzi pubblici, tra cui metropolitana, pulman e tram, con orari sia notturni che diurni.

I mezzi pubblici a Berlino sono efficientissimi, tanti e a tutte le ore. La metro chiude alle 00.30 e apre alle 04.00 in settimana. Nel weekend fa orario continuato. Il tram viene potenziato nell’orario di chiusura della metro, quindi girare a Berlino e’ comodissimo, anche di notte.


Il Ketchup fatto in casa

Complice la grande quantita’ di pomodori che avevo in frigo e la curiosita’ di sapere che sapore avrebbe avuto mi sono cimentata della ricetta del Ketchup.

Ho cercato un po’ online, ho trovato tante ricette, tutte piu’ o meno simili, ma mi sono ricordata di una ricetta che avevo letto anni fa sul libro di Jamie Oliver, che poi ho rivenduto perche’,  a parte quella ricetta, tutto il resto non e’ che fosse un granche’ interessante.

Sono andata sul suo sito e li l’ho trovata, in inglese. Ho impostato la traduzione di google e voila’ ecco la ricetta del Ketchup!

Vi metto la ricetta  modificata con le mie dosi:

 2 grosse cipolle rosse

– 1 cuore di finocchio tritato fine

2 coste di sedano tritate

– olio di oliva

– un cucchiaino di zenzero (io ho usato quello gia’ tritato)

– 3 spicchi di aglio tritati

– 1 peperoncino svuotato dei semi tritato

– un mazzetto di basilico coi gambi

– 1 cucchiaio di semi di coriandolo (io non l’ho messo)

– 4 chiodi di garofano

– un cucchiaio di pepe nero tritato

– sale

– 1 chilo di pomodori tagliati a pezzi grossi

– 1 chilo di polpa di pomodori in scatola

– 400 ml di aceto rosso

– 140 gr di zucchero grezzo di canna (io ho usato 200 gr di bianco)

Mettete tutte le verdure in una grossa pentola antiaderente (cipolla, finocchio, sedano, aglio) e aggiungeteci due cucchiai di olio, lo zenzero, il peperoncino, i gambi del basilico tagliati a pezzetti, il coriandolo (se l’avete), i chiodi di garofano, il pepe e il sale.

Cuocere a fiamma lenta per almeno 15 minuti, poi aggiungere i pomodori e la polpa di pomodoro, poi io ho aggiunto ad occhio circa 600 ml di acqua. Portate a ebollizione e fate ridurre quasi fino alla meta’.

Ci vorra’ almeno un’ora e mezza-due.

Ve lo scrivo perche’ non ho trovato nessuna ricetta che indicasse i tempi, e avendo iniziato alle 8 di sera a fare questo lavoro verso le 11 ho spento la salsa che si era ridotta e l’ho abbandonata sui fornelli, continuando il giorno dopo. Quindi calcolate bene i tempi, o fate come me dividetevi il lavoro in due parti.

Quando la salsa e’ pronta, aggiungere le foglie di basilico, armatevi di minipimer a immersione e azionatelo quasi fin quando fonde il motore…ci vorra’ qualche minuto per tritare bene tutto e rendere la salsa abbastanza omogenea.

Jamie dice di passarla al setaccio due volte, ma io voglio lasciare a vista alcuni pezzi di basilico, e i semini dei pomodori non mi danno nessun fastidio. Nel caso volete la salsa liscia pensate che dovete sobbarcarvi questo lavoro in piu’.

Qui consiglia di cambiare pentola, ma io non ne vedo il motivo, visto che non ci sono ne incrostazione ne altro, quindi uso sempre la stessa e la rimetto suo fuoco, aggiungendoci l’aceto e lo zucchero.

Per quanto riguarda lo zucchero lui consiglia di metterne per 1 chilo di pomodori 70 gr, quindi per il mio caso ce ne voleva 140 gr, ma al gusto mi sembrava troppo acida la salsa, cosi’ ne ho aggiunto un po’ arrivando a 200 gr, o forse di piu’.

Pero’ voi aggiungetene quanto volete, se vi piace meno dolce mettetene meno.

Ora dovete far stringere la salsa ancora un po’, fin quando inizia ad addensarsi. Nel mio caso ci e’ voluta circa un’ora.

Nel frattempo ho messo a bollire i vasetti in un pentolone per sterilizzarli, poi tolti e fatti asciugare all’aria.

Quando la salsa e’ pronta, mettetela nei vasi lasciando meno aria possibile, chiudeteli e capovolgeteli fin quando non saranno freddi. Poi girateli e controllate che il tappo abbia fatto il sottovuoto, altrimenti consumateli entro pochi giorni.


La pizza alta in teglia (piu’ buona che ci sia)

Ce l’ho fatta!!!!

Dopo millemila tentativi mai del tutto soddisfacenti sono riuscita a fare la pizza alta in teglia come quella che si prende in pizzeria!!! Il segreto? farla in due giorni.

Ora vi spiego, anche perche’ e’ un modo velocissimo per fare delle ottime pizze se avete ospiti a cena e non vi devono vedere intonse di farina e col pomodoro nei capelli!!!

Ho preso spunto dal maestro Adriano, da questa ricetta.

Io l’ho modificata un po’, perche’ non avevo tutto quel tempo a disposizione e cosi’ ho aumentato il lievito e escogitato un modo per far lievitare l’impasto piu’ velocemente, cioe’ ho scaldato il forno a 50°, poi l’ho spento, ho messo dentro la ciotola con l’impasto coperta di pellicola e avvolta in una coperta di pile. In un’ora ha lievitato il triplo quasi.

LA PIZZA ALTA IN TEGLIA

-950 gr di farina manitoba

-750 gr di acqua

-45 gr di olio extra vergine di oliva

-18 gr di sale fino

-25 gr di lievito di birra

-1 cucchiaino di malto d’orzo

-due scatole di salsa di pomodoro in pezzi

-5 mozzarelle tagliate a dadini

-1 peperone

-olio per condire

Far sciogliete il lievito con il malto in 50 gr di acqua sbattendo con una forchetta.

Aggiungete 45 gr di farina e impastate un po’. Trasferite l’impastino nella ciotola della planetaria e fate partire con il gancio a foglia alla velocita’ piu’ bassa.

Aggiungeteci 250 gr di acqua e successivamente 250 gr di farina a cucchiaiate, aspettando che venga assorbita dall’acqua prima di riaggiungerla. Altenate cosi’ fin quando finite la quantita’ di acqua e di farina.

Ora aggiungete il sale e fate incordare bene. Poi cambiate il gancio con quello ad uncino e aggiungete l’olio a filo poco per volta, facendo attenzione che non perda l’incordatura.

Copriamo la ciotola con la pellicola, avvolgiamola in una coperta di pile e mettiamo nel forno tiepido spento per circa un’oretta, o almeno fin quando non raggiungera’ la sommita’ della ciotola.

Nel frattempo tagliamo a fettine il peperone e le zucchine e grigliamole.

Quando e’ lievitata versiamo l’impasto su un asse di legno infarinato di farina di semola abbondante, tagliamolo in quattro pezzi e lavoriamolo poco.

Infariniamo leggermente 4 teglie antiaderenti e, senza lavorare troppo la pasta, allarghiamola aiutandoci con le mani, alzando l’impasto e facendolo allungare grazie alla gravita’. Appoggiamolo sulle teglie e accendiamo il forno a 250°, cosi’ mentre il forno si scalda l’impasto lievita ancora un poco.

Prima di infornare le pizze, con un cucchiaio distribuiamo il pomodoro e saliamo. Inforniamo per 15 minuti nella parte bassa del forno, poi togliamole.

Ora possiamo proseguire in due modi: o le mettiamo da parte e le farciamo quando ci servono, anche il giorno dopo, o le farciamo subito e le finiamo subito.

Mettiamoci sopra la mozzarella, le verdure tagliate grigliate, un filo di olio e inforniamo ancora per altri 5-6 minuti nella parte alta, fin quando la mozzarella inizia a prendere colore.

Sforniamo e serviamo caldissime!