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Il bollito come piace a me

Si perche’ io fatico a mangiare carne, figuriamoci quando si tratta di altre parti quali lingua, fegato o chissa’ che altro, quindi al banco certe parti interne che al solo pensiero mi si annebbia la vista. Il mio bollito e’ facile, anche questo supereconomico, perche’ uso solo biancostato che dal mio macellaio viene 3,50 euro al chilo, meno che la carne trita ed e’ molto carnoso, poco grasso e molto morbido perche’ allevano loro con il loro mangime e fieno. Poi se capita ci aggiungo un vaniglia, che e’ un cotechino di grosse dimensioni, non so se viene chiamato cosi’ in tutta italia.

Poi ci metto un bel contorno di riso giallo, si si contorno perche’ a me piace servirlo insieme alle carni, cosi’ se ne mangia meno e accompagna il sapore della carne con un po’ di morbidezza del riso.

Evito le salsine varie perche’ in casa non siamo abituati, e preferisco mangiarlo cosi’ che e’ anche piu’ light!

BIANCOSTATO BOLLITO:

– 1 chilo di biancostato tagliato in piu’ pezzi, compreso di osso e grasso

– 1 cipolla

– 2 carote

– un gambo di sedano

In una grossa pentola mettere il biancostato a pezzi grossi, la cipolla intera privata solo della pelle esterna, le carote intere sbucciate (io gli tolgo col pelapatate solo la parte esterna) e il gambo del sedano in 3-4 grossi pezzi.

Riempire di acqua fino a 10 cm sopra la carne e accendere il fuoco, da quando prende a bollire cuocete per 2 ore e mezza o fin quando vedete che prendendo la carne con una forchetta, la carne e’ molto tenera.

Io non salo l’acqua appositamente, perche’ ho notato che salando la carne rimane piu’ dura. Verra’ salata a tavola in base al gusto dei commensali.

Spegnete il fuoco e lasciate raffreddare in acqua.

VANIGLIA BOLLITO:

– 1 vaniglia di circa 20 cm

Prendete il vaniglia e con uno stizzicadenti bucatelo piu’ volte.

Mettete il vaniglia in una pentola che lo contenga tutto sdraiato, alta, e riempite di acqua fin quando arriva a 5-6 cm sopra il salamotto. Accendete il fuoco e fate bollire per un’ora e mezza. Toglietelo dall’acqua di cottura.

RISOTTO GIALLO DI CONTORNO:

-80 gr di risotto a testa

– una cipolla

– una noce di burro

– un bicchiere di vino bianco o di birra

– sale

– brodo del biancostato

– una bustina di zafferano

– grana grattuggiato a piacere

Tagliate la cipolla a dadini e mettetela in una pentola bassa e capiente per la cottura del riso insieme alla noce di burro, nel frattempo filtrate il brodo del biancostato con un colino e mettetelo a scaldare in un pentolino e salatelo a piacere.

Quando la cipolla e’ dorata aggiungere il riso e farlo rosolare, aggiungeteci poi il vino/birra e quando e’ sfumato poco per volta aggiungere il brodo fino a fine cottura.

Spolverate di zafferano e di grana e metterlo in una pirofila capiente.

In un altro piatto di portata mettere il vaniglia tagliato a fette, il biancostato e le verdure tagliate a pezzi piu’ piccoli.

Ricordatevi di portare in tavola il sale perche’ il biancostato non e’ salato, il vaniglia lo e’ gia’ di suo e le verdure non lo sono.



Chi semina zizania…

…e chi la mette nel risotto!!!Si si la zizania, quella che biblicamente e’ famosa per essere una pianta dannosa, ma che in Palestina non esisteva nemmeno, infatti mi sa che hanno fatto un buco nell’acqua e probabilmente si riferivano al Loglio, mentre la zizania e’ buonissima e commestibilissima.

Addirittura in America viene osannato e viene considerato di buon auspicio (certo che l’ho letto su wikipedia…!!!)  Comunque tornando al discorso culinario come ogni anno arriva in casa una quantita’ abnorme di cibo sotto forma di regalo, dal panettone ultracommerciale spacciato per artigianale, ai vari vasetti con sughi e salse di ogni tipo, e ogni tanto qualche perla come questo pacchettino di riso, dell’Azienda Agricola La Salera , per la precisione riso Carnaroli integrale con zizania.

Mai mangiato il riso integrale? bene e’ arrivato il momento perche’ secondo me e’ di un buono che ti fa svenire, ok io impazzisco per il riso ma questo e’ spaventosamente gustoso. E’ il sapore del riso all’ennesima potenza! Se volete veramente sentire il gusto vero del riso prendere il riso integrale, ma non quello che ti spacciano al supermercato che e’ solo scurito chimicamente, ma questo e’ un sapore che e’ una via di mezzo tra il riso e l’orzo, qualcosa di superlativo.

Avevo appena fatto il brodo di pollo, e cosi’ risotto sia. Si ok ultimamente sono monotona, solo risotti ma che ci posso fare, io li adoro!!!! Pensavo a qualcosa, a un condimento che non coprisse il sapore, che fosse delicato…beh allora facciamo un risotto alla parmigiana.

Risotto Carnaroli integrale alla parmigiana e zizania

500 g di risotto integrale carnaroli con zizania dell’Azienda agricola Salera

-brodo di pollo

-mezza cipolla

-una noce di burro

-un bicchiere di buon vino bianco

-parmigiano grattuggiato a piacere.

In una pentola fate rosolare la cipolla tagliata a dadini con la noce di burro, quando questa e’ ingiallita buttateci il riso, fate assorbire e asciugare poi bagnatelo con il vino bianco, e fate assorbire.

A questo punto continuate la cottura aggiungendo di tanto in tanto il brodo salato fino a fine cottura (per questo riso c’e’ voluto quasi mezz’ora).

Spolverate con abbondante parmigiano grattuggiato e servite!!!


Piccoli assaggi di mare

Eccomi di ritorno da 2 settimane di estremo relax in quel di Alghero! Che dire: bellissima citta’, tempo ottimo, caldo ma non afoso, si riusciva a stare in spiaggia senza boccheggiare e facendo pure il bagno.

Abbiamo girato in lungo e in largo, visitato ogni angolo remoto nei dintorni della citta’, abbiamo fatto i turisti e un po’ i cittadini, e dopo 15 giorni sentirci un po’ Algheresi, un po’ marinai, un po’ pescatori…Abbiamo assorbito come spugne tutto cio’ che ci veniva detto, raccontato, suggerito, e anche grazie ad amici algheresi abbiamo scoperto posti che un turista senza gli agganci giusti non avrebbe mai visitato.

E abbiamo anche mangiato ovviamente, pesce soprattutto, ma non solo, perche’ Sardegna non e’ solo mare, ma anche interno, montagne, pascoli, verdure, abbiamo scoperto sapori nuovi e alcuni inediti, alcuni gia’ mangiati qui ma che mangiati li hanno tutto un’altro sapore.

Cominciando dalla spesa, che quando vai al supermercato la maggior parte dei prodotti sono tutti MADE IN SARDEGNA, e li percepisci il loro patriottismo, come quando sulla pasta leggi : prodotto in Sardegna da gente di Sardegna, come a dire: potete fidarvi, e’ tutto nostro! E ti trovi a girare per scaffali sardi e poi alla fine compri i pelati in scatola sardi, la pasta sarda, aglio sardo, cipolle sarde, ovviamente pesce fresco sardo, che non sa di pesce…si si non puzza, profuma! Poi cerchi l’olio e come fai a non comprare l’olio Giordano di Alghero? E ancora abbandoni il vecchio parmigiano reggiano per buttarti sul pecorino, da grattuggiare o anche in busta, pecorino al 100%, mica surrogati vari! E come poteva mancare il riso…riso della Sardegna, io ho preso il parboiled, e con tutti questi ingredienti ci siamo preparati alla casa sul mare, accompagnati da un magnifico tramonto, un buonissimo piatti di risotto alla pescatora!

RISOTTO ALLA PESCATORA

X due persone:

– 1 calamaro di media grandezza

– una decina di gamberoni

– una manciata di cozza

– una mangiata di vongole

– 200 gr di riso parboiled

– 3 spicchi di aglio

– olio extravergine di oliva

– prezzemolo

– un dado vegetale

– vino bianco

– un barattolo di polpa di pomodoro

 

Cominciamo dal pesce:

Mettete le vongole in un contenitore pieno di acqua e aggiungeteci una manciata di sale grosso, lasciatele un paio di ore a spurgare. Passato questo tempo, prendete le vongole una per una e fatela cadere da circa 40 cm direttamente nel lavandino, cosi’ facendo dovreste vedere se sputano fuori ancora sabbia, in questo caso scartatele. Poi prendete una padella larga, versateci un po’ di olio, uno spicchio d’aglio sbucciato e fatelo rosolare, poi aggiungeteci le vongole e fatele aprire, ci vorranno pochi minuti, poi metteteci mezzo bicchiere di vino bianco e quando cominciano a schiumare spegnete il fuoco, toglietele dal liquido e tenetele da parte.

Poi prendete le cozze, grattatele per pulire le conchiglie, e fate lo stesso procedimento come per le vongole e tenete anche loro da parte.

Prendete il calamaro, tirate i tentacoli per estrarre la testa e le interiora, e scartate le varie sacche senza romperle. Aprite la parte sotto e togliete la pelle, sciacquate sotto l’acqua corrente e tagliate a quadratini. Pulite la testa e i tentacoli dagli occhi e dal becco, togliete la pelle e tagliate anche loro a pezzetti. Tenetelo da parte.

Ora e’ la volta dei gamberoni, lavateli sotto acqua corrente, staccategli la testa (oggi sono molto pulp) e puliteli del guscio, delle zampe e della coda, mettete gli scarti in una pentola di acqua fredda e mettete sul fuoco con un dado vegetale e 2 peperoncini secchi sbriciolati: questo sara’ il nostro brodo che verra’ aggiunto al riso tramite un colino a rete fitta, sara’ piccante ma non in modo eccessivo

Ora passiamo a preparare il risotto:

Prendiamo la pentola larga e metteteci un po’ di olio e lo spicchio d’aglio sbucciato, fate rosolare un pochino, poi aggiungeteci il riso e lasciate che assorba l’olio, poi metteteci mezzo bicchiere di vino bianco e fate sfumare.

Aggiungeteci il pomodoro e i calamari, fate assorbire ancora e poi aiutandovi con un mestolo e un colino iniziate ad aggiungerci il brodo poco per volta.

Continuate cosi’ fino a quasi fine cottura, poi metteteci i gamberoni, le cozze e le vongole e ultimate la cottura, spolverate con un po’ di prezzemolo tritato e servire, magari con dell’ottimo pane carasau!!!


Settembre

Questo post l’ho intitolato Settembre, uno dei mesi che preferisco, culinariamente parlando, perche’ a settembre arrivano le zucche, le castagne, le nespole, le noci, le mele, le pere…insomma un mese ricco di raccolti, e anche perche’ settembre coincideva con l’inizio della scuola, che io adoravo, e l’inizio del cammino verso l’inverno, gli alberi si tingono di colori caldi, iniziano a cadere le prime foglie, iniziano le prime serate col maglioncino, e quest’anno per me coincide con le ferie, che inizieranno il 20 del mese e finiranno il 5 di ottobre, e verranno consumate in Sardegna, giravagano alla ricerca di paradisi terrestri e culinari!

Ho raccolto la prima zucca, pronta, si e’ staccata pure da sola, e l’ho inaugurata oggi con un bel risotto saporito, la finiro’ con gli gnocchi, si perche’ e’ grandissima ed e’ solo la prima, a pensare che ho l’orto pieno, ne avro’ almeno una trentina di varie qualita’, qualcuna verra’ regalata ai meno fortunati nel raccolto, ma la maggior parte verra’ giustiziata qui, e diventeranno tantissime buone cose da mangiare.

RISOTTO ZUCCA E SALSICCIA

x circa 4 persone:

– 350 gr di riso arborio

-300 gr di zucca (o a piacimento in base ai gusti

-una salamella fresca

-un bicchiere di vino bianco

-una cipolla

-una noce di burro

-brodo di carne

-grana grattuggiato

– Tagliare la zucca a dadini, tagliare la cipolla a pezzettini, e mettere tutto in una capiente pentola con il burro e far soffriggere.

– Aggiungere due mestoli di brodo e far cuocere la zucca per 20 minuti, aggiungendo ancora brodo se si asciuga troppo.

– Quando la zucca inizia a farsi morbida aggiungere il riso, fate assorbire il brodo e poi versateci il bicchiere di vino bianco, facendo assorbire anche questo.

– Continuate la cottura aggiungendo sempre brodo, poco per volta, e a meta’ cottura tagliate la salamella a pezzattini e aggiungetela al risotto, portando a termine la cottura.

– Quando il risotto e’ pronto, spolveratelo con grana a piacere e servite!


Risotto con Ballantine’s e gorgonzona

Continua la saga delle ricette svuota armadietto dei liquori, non ho la foto perche’ non ho fatto in tempo a mettere in tavola che mentre andavo a prendere la macchina fotografica meta’ piatto era gia’ volatilizzato.

Pace, immaginatevelo oppure preparatelo e godetevelo!

Il risotto e’ semplicissimo, si prepara come un semplice risotto tostato, ma fate attenzione a quando mettete lo scotch whisky perche’ potrebbe prendere fuoco.

RISOTTO CON WHISKY E GORGONZOLA

x4 persone

– 380 gr di risotto

– una cipolla

– una noce di burro

– un bicchiere di scotch whisky

– un bel pezzo di gorgonzola a piacere

– grana grattuggiato

– prezzemolo

-brodo di carne

Tagliate la cipolla a pezzettini e mettetela a rosolare nel burro per qualche istante, fino a quando la cipolla diventa dorata.

Aggiungere il riso e farlo tostare bene, poi aggiungere poco per volta l’whisky e lasciare sfumare.

Mettere poco per volta il brodo fin quando il risotto e’ pronto e poi metterci il pezzo di gorgonzola, mescolare per far sciogliere, spolverare con grana e prezzemolo.


Risotto montanaro

Dopo giorni di silenzio, e di trasloco, finalmente una ricetta veloce da fare quando non si hanno piu’ idee e ti rendi conto che l’armadietto dei liquori e’ pieno di bottiglie dimenticate da un bel po’…e che dispiace sempre buttare le cose, cosi’ le si utilizza per altre ricette.

Questa volta avevo sotto mano il Genepy valdostano, e la mia idea iniziare era di fare un classico risotto alla parmigiana, poi mannaggia mi accorgo che il vino bianco e’ finito e mi cade l’occhio su quella bottiglia, la apro la annuso e mi ubriaco solo coi vapori! E cosi’ deciso…vada di risotto col genepy.

RISOTTO CON GENEPY E TIMO SELVATICO x 3 persone

80 gr di risotto a testa

una cipolla

olio

un bicchiere di genepy

un litro e mezzo di brodo di carne

parmigiano grattuggiato (o meglio ancora del bitto)

timo selvatico

Tagliate la cipolla sottile e mettetela in una pentola con l’olio, fate rosolare e poi aggiungeteci il riso.

Fatelo saltare fino a quando avra’ assorbito il liquido e aggiungeteci il genepy, fate sfumare ma non mettetevi sopra se no vi ubriacate con i vapori!!

Fate assorbire bene e aggiungete un mestolo di brodo e fate assorbire, poi continuate cosi’ fino a cottura ultimata.

Spegnete il fuoco e mantecate con parmigiano grattuggiato o altro formaggio di montagna, aggiungeteci una spolverata di timo selvatico e servite!

Il sapore e’ sorprendentemente delicato, pensavo invece di trovarmi un risotto molto piu’ forte, invece il genepy lascia solo un leggero sentore di erbe di montagna, da provare assolutamente!!!


Risotto rosso

Quando ero piccola volevo sempre il risotto rosso, lo adoravo e lo adoro ancora, e ultimamente l’ho fatto scoprire al fidanzato che adesso lo adora pure lui. E’ un risotto F-A-C-I-L-I-S-S-I-M-O, potete farlo anche se non sapete bene cucinare, vi metto il procedimento passo per passo cosi’ che non potete sbagliare. Buttatevi, tentate, e vedrete che con poco potete cucinare un piattino niente male!

Cosa vi serve per 4 persone:

400 gr di riso arborio

1 cipolla

1 carota

1 pezzo di sedano

una noce di burro

un bicchiere di vino bianco

una scatola di polpa a pezzetti di pomodoro

un litro di brodo (vedete se il vostro riso assorbe molto mettetene anche 1 litro e mezzo)

una grattata di grana

Tagliate a pezzettino la carota, il sedano e la cipolla.

– Mettete in una pentola ampia il trito con la noce di burro e far rosolare per qualche minuto.

– Buttateci il riso e fate arrostire un po’. Il chicco deve assorbire tutte le sostanza liquide che si sono formate e prendere un po’ la duratura, ma attenzione a non farlo bruciare.

– Aggiungeteci il bicchiere di vino bianco e fate la stessa cosa: mescolate e aspettate che venga assorbito dal riso. Se si velocizzano questi procedimenti il riso risultera’ piu’ molle e floscio, facendolo dorare cuoce meglio.

– Aggiungeteci ora il pomodoro e mescolate, fate un po’ assorbire e aggiungeteci un mestolo di brodo, fino a quando l’ha assorbito e aggiungersi il resto poco per volta fino a fine cottura.

– Quando e’ cotto spegnete la fiamma e aggiungete il grana a piacimento.

Potete anche aggiungerci pepe, basilico, mozzarella, potete fare un sacco di varianti anche in base a cosa avete a casa, ovviamente tutte da aggiungere a fine cottura!