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Biscotti con pepite di boeri

Per fare questi biscotti ho usato dei boeri, ma voi potete sostituirli con delle gocce di cioccolato o del cioccolato tritato grosso (tipo avanzi delle uova di Pasqua) e se vi piace potete aggiungere all’impasto un cucchiaino di cannella in polvere.

Vi serve una planetaria o sbattitore per montare il burro, una ciotola, due fogli di carta per alimenti trasparente, un foglio di carta da forno, una teglia da forno, e il forno ovviamente!

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Ingredienti: 

  • 2 tuorli
  • 1 cucchiaino di estratto di vaniglia (o vanillina)
  • 2 cucchiai di acqua
  • 150 gr di burro morbido
  • 100 gr di zucchero a velo
  • 300 gr di farina setacciata
  • 1/2 cucchiaino di lievito per dolci
  • 1 pizzico di sale
  • 120 gr di boeri tagliati a pezzetti (o gocce di cioccolato)
  • zucchero a velo per spolverare

Nella ciotola sbattere i tuorli, l’acqua e l’estratto di vaniglia.

Nella planetaria montare il burro con lo zucchero a velo, fino a formare una mousse cremosa. Aggiungere poco per volta i tuorli sbattuti con l’acqua e vaniglia, continuare a mescolare con la planetaria. Aggiungere poco per volta la farina con il lievito stacciata (se volete la cannella aggiungetela adesso).

Inserite poi il cioccolato e date un’ultima mescolata.

Su un asse di legno stendete un po’ di zucchero a velo.

Dividete l’impasto in due parti e formare con le mani due cilindri del diametro di 3 cm circa, fateli rotolare nello zucchero a velo e chiudeteli poi nella pellicola alimentare per metterli in frigo. Teneteli almeno un’ora al fresco.

Accendete in forno a 160°.

Su una teglia, stendete un foglio di carta forno.

Togliete i rotoli di pasta dal frigo e tagliate dei cilindretti di circa 1 cm di spessore, distribuiteli sulla teglia facendo attenzione a tenerli un po’ distanti, almeno 4 cm di spazio libero tra un biscotto e l’altro, perchè in cottura su allargano.

Metteteli in forno per circa 20-25 minuti, o almeno fin quando iniziano a dorare.

Sfornateli e metteteli su una grata a fare raffreddare.

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Meringhette facili facili

Visto che più persone mi hanno chiesto la ricetta per queste meringhette, ve la scrivo qui, così rimane indelebile e potete cercarla ogni volta che ne avrete bisogno.

So che è una ricetta facilissima, che molte blogger storceranno il naso perché e’ un pç la base della pasticceria, ma c’è anche tanta gente che non sa da dove partire e che, cercando online, si ritrova con migliaia di ricette diverse e non sa mai quale potrebbe essere quella giusta.

Questa non ha la pretesa di essere la ricetta giusta, ma a me funziona.

La meringa viene ottima, buona e bianca!

A dirvi la verità io facevo parte di quelle persone che aggiungeva il sale perché…boh non so perché, ma lo facevo, fin quando non mi sono imbattuta in questo articolo di Dario Bressanini e da quel momento ho seguito sempre la sua ricetta e le sue indicazioni, che per praticità vi riassumo qui.

Innanzitutto so che la maggior parte delle volte le meringhe vengono fatte per consumare gli albumi avanzati, se cosi’ non fosse procuratevi delle belle uova freschissime!

Per fare la quantità di meringhe che vedete in foto ho usato 200 gr di albumi, 6 albumi.

Vi do il peso perché è importante che le pesiate, visto che non tutte le uova hanno la stessa grandezza.

Dunque pesate le uova, poi preparate il doppio del peso delle uova di zucchero.

Ad Es. io avevo 200 gr di albumi e ho preparato 400 gr di zucchero.

Per lo zucchero potete usare zucchero semolato (il classico zucchero per intenderci), zucchero a velo pronto, zucchero semolato frullato. O anche fare un pò di zucchero semolato e un pò a velo. Cambia la consistenza della meringa, più mettete zucchero a velo più sarà liscia. Io ho usato solo zucchero semolato.

Non aggiungete sale, il motivo lo trovate nell’articolo postato prima di Bressanini.

Invece vi servirà un cucchiaino di succo di limone.

Gli attrezzi indispensabili per me sono planetaria o montatore elettrico e la sac a poche con la punta stellata.

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Ora iniziamo a preparare la meringa:

Accendete il forno a 100°

Se avete una planetaria, o uno sbattitore elettrico o manuale, o se volete farlo a mano (no vi prego è una tortura inutile), mettete gli albumi nel contenitore e iniziate a montarli a media velocità. Dovranno diventare circa 4 volte il volume iniziale.

Ora iniziate ad aggiungere lo zucchero, io l’ho fatto un cucchiaio per volta, per far inglobare bene e fare in modo che si potesse sciogliere il più possibile.

Aggiungete anche il cucchiaino di succo di limone e procedete con l’aggiunta dello zucchero fin quando finite.

Prendete la sac a poche con la punta stellata e riempitela di meringa cruda, fate dei ciuffetti di circa 3-4 cm di diametro (se le fate più piccole o grandi regolatevi con il tempo del forno), potete anche disporle vicine le uno alle altre, tanto le meringhe non si ingrosseranno.

Abbassate la temperatura del forno a 85° e infornate subito le meringhe, avendo l’accortezza di tenere le sportello del forno leggermente aperto per far uscire l’umidità. Ora aspettate circa 3 ore e le vostre meringhe saranno cotte.

Non toglietele subito dal forno, fatele raffreddare dentro altrimenti si creperanno.

Per mantenerle croccanti poi metterle in un contenitore di latta.


Spalla di maiale arrosto al whisky

Questa ricetta e’ un po’ l’essenza di questo blog.

Parla di un piatto povero, la spalla di maiale, cucinato arrosto con veramente poca spesa.

Ho comprato questo taglio in offerta all’Esselunga a 2,5o euro al chilo. Ora e’ a 4,59 euro al chilo, comunque poco. E con pochi euro potete fare un piatto spettacolare e buonissimo!

Non spaventatevi a comprare tagli di carne fuori dall’ordinario, molte volte sono migliori dei classici, costano meno e sono piu’ semplici da preparare.

Questa spalla di maiale si cuoce come un arrosto normale, al posto del vino per sfumare ci ho messo il whisky ma voi potete usare quello che avete in casa. Solitamente io uso il vino avanzato, ma non ne avevo. Potete usare anche il rhum, vino rosso, la grappa…insomma via libera alla fantasia.

Noi con circa un chilo di spalla, cioe’ 2,50 euro, ci abbiamo mangiato in 5. Aggiungendoci le verdure per il soffritto, il burro, il whisky e un dado la spesa salira’ a 4 euro esagerando, quindi meno di un euro a testa!

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Andiamo con la ricetta.

Ingredienti:

1 spalla di maiale (la mia era divisa in due pezzi) da circa 1 chilo

2 carote

1 cipolla o porro o cipollotto

1 spicchio di aglio

una noce di burro

1 bicchiere di whisky

brodo (fatto con acqua e dado o sale o dado casalingo)

Tagliate carote e cipolla a pezzi grandi e metteteli in una casseruola con la noce di burro. Aggiungete lo spicchio di aglio sbucciato intero.

Accendete il fuoco e fate rosolare bene le verdure.

Aggiungete la carne facendole arrostire da entrambi i lati.

Quando sono dorate, versate nella padella il bicchiere di whisky facendo attenzione a metterne poco per volta, si sia mai che vi vada a fuoco tutto.

Fate insaporire la carne e quando il whisky e’ evaporato metteteci un mestolo di brodo, fate sempre evaporare e aggiungete mano a mano che la carne assorbe.

Tenete d’occhio spesso la carne, giratela e non fatela bruciare (io uso le pentole in alluminio che tendono a cuocere piu’ veloce ed e’ facile non accorgersi della bruciatura).

Ho calcolato piu’ o meno 3 ore di cottura, dipende sempre dalla grandezza del taglio della carne. Quando sentite la carne morbida che quasi di disfa (io la adoro cosi’, c’e’ meno da masticare) vuol dire che e’ cotta.

Spegnete il fuoco.

Ora ci sono due possibilita’: o la servite cosi’ con le verdure ancora a pezzetti oppure togliete la carne, frullate le verdure con il sugo di cottura e servite la carne con questo intingolo.

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Vi leccherete i baffi e farete anche la scarpetta col pane.

Da voi si dice “fare la scarpetta”?


Il MIO olio extravergine di oliva

Finalmente quest’anno e’ stato l’anno buono, quello giusto, l’annata perfetta.

I miei olivi, che temevo morissero dopo il freddo patito quest’inverno visto che siamo scesi molte volte a temperature intorno ai -10°, hanno invece dato quanto mai finora.

E per la prima volta ho prodotto il mio olio extra vergine di oliva.

Ne sono orgogliosa, non e’ molta roba ma ti da soddisfazione avere il proprio olio, produrre qualcosa di tuo, vedere quel liquido verde uscire dalle tue olive! Insomma un’esperienza nuova, meravigliosa!

Gli anni scorsi abbiamo sempre prodotto circa 70 chili di olive, ma al frantoio nessuno ti spreme le olive se non arrivi almeno al quintale, mentre quest’anno eravamo ottimisti, olive grandi grandi, belle e sane, senza presenza della mosca dell’olivo, insomma il meglio!

Sabato e domenica abbiamo raccolto, tutto a mano perche’ gli ulivi sono disposti su terrazzamenti, e meraviglia delle meraviglie abbiamo pesato e quando abbiamo visto che siamo arrivati a 113 chili eravamo felicissimi.

Subito ho chiamato il frantoio, a Sulzano sul lago d’Iseo, e preso l’appuntamento per stamattina, alle 9. La. Dunque sveglia alle 6 per caricare le olive in macchina e partenza!

Eravamo agitati, per la prima volta avremmo assaggiato il NOSTRO olio!!! Teoricamente noi rientriamo nella zona del lago di Como e limitrofi, ma il frantoio in zona prendeva solo sopra il quintale e 300. Dunque impossibile. Ma chissa’ l’anno prossimo che non riusciamo a raggiungere quel risultato.

Arriviamo al frantoio, scarichiamo nel cassone per la pesa e ci viene dato un numero. Di li a un’ora avrebbero iniziato a spremere le nostre olive.

Nel frattempo abbiamo fatto un giro a Iseo, anche se eravamo cosi’ ansiosi che nemmeno passata un’ora eravamo gia’ al frantoio, a curiosare tra i macchinari, a fare mille domande ai proprietari molto gentili, a guardare curiosi olive che arrivavano, venivano tritate, passavano da un tubo all’altro, e infine uscire dall’ultima parte della macchina quel liquido tanto bello e lucente che sembrava finto!

E non parliamo del profumo intenso di olio, di olive, roba che ti venivano le voglie di farti una bruschetta cosi’, al momento, sul cofano di qualche macchina ancora calda!

Il tempo passa veloce, circa due ore, e finalmente ci avvisano che il nostro olio e’ quasi pronto! Mi avvicino come una bambina curiosa davanti alla bocchetta e eccolo li, lo vedo!!! l’olio!!! Il mio olioooo!!! Che emozione!!! usciva lento e piano piano riempiva il contenitore di acciaio sotto, e quel bel verdone di olio fresco che ti faceva venire l’acquolina!

Abbiamo fatto imbottigliare e risultato 15 bottiglie da 750 ml e 6 bottiglie da 500 ml! Non male, con questo olio ci campo un anno, o forse piu’, e a parte le bottigliette piccole che regalero’ le altre me le gustero’ io pensando alla fatica di due giorni di raccolta, ai dolori alle braccia e alle mani, alla schiena distrutta, ma ne e’ valsa la pena.

L’anno prossimo spero che i giovani ulivi fruttifichino di piu’, e magari riusciro’ a spremerle nel frantoio piu’ vicino a casa.

Per ora mi godo il MIO olio extra vergine di oliva!

Frantoio del Sebino di Cardinelli Giancarlo & C.

via Cesare Battisti, 96

Sulzano 25058

cell. 347.3897383 – 333.2202123

http://www.frantoiodelsebino.it

info@frantoiodelsebino.it


Berlino – Dove mangiare

Ho girato vari posti in Berlino e provato molti ristoranti, in 10 giorni abbiamo avuto modo di provare un po’ di tutto. Vi metto i miei preferiti:

Fritz101 http://www.fritz101.de/en

E’ sulla Fredrichstrasse al civico 101, comodo, veloce e stile un po’ bavarese, hanno delle ottime patatine fritte, si puo’ mangiare a tutte le ore, ottima birra. Le cameriere non sono il massimo della simpatia, ma per un ristoro veloce va bene.

Mar Y Sol http://www.marysol-berlin.de/

Qui si trovano delle ottime tapas, i prezzi sono economici ma e’ sempre pieno, quindi o prenotate o ci andate in settimana, la birra costa un po’ di piu’ rispetto ad altri posti, l’atmosfera e’ molto spagnoleggiante anche se poco intimo.

Sul sito potete trovare il menu e dare un’occhiata ai prezzi!

Daimlers Restaurant http://www.daimlers.de/

Per gli amanti delle auto, specialmente Mercedes, questo ristorante fa per voi! Si trova all’interno del concessionario/Show room di Mercedes Benz in Unter den Linden, e’ molto stiloso, tutto nero e lucido, il servizio e’ impeccabile e i camerieri gentilissimi. Se volete spendere poco (circa 10 euro) andateci nella pausa pranzo,  potete scegliere tra vari piatti, molto curati e buonissimi.

Shrimps & Sardinas

Si trova dentro il reparto alimentari del Ka.De.We, il famoso centro commerciale di Berlino. Vi consiglio di assaggiare uno dei piatti a base di pesce, io ho provato il panino con i gamberi, salsa e insalata. Non si tratta del solito panino con 4 gamberi, il panino e’ veramente pieno di pesce. Costo poco piu’ di 5 euro…una stupidata se pensate che si tratta di pesce.

Alex https://www.dein-alex.de/

Lo troverete facilmente se andrete al SonyCenter. E’ stato il punto di partenza di molte nostre giornate, con le sue colazioni abbondanti e a poco prezzo, rispetto alle colazioni Berlinesi.

Prima di tutto non e’ una semplice colazione, ma un vero e proprio brunch, con possibilita’ di mangiare dal dolce al salato, tutto quello che si trova sul bancone del bar, per poco piu’ di 6 euro. La domenica invece costa 11,30. Anche la sera e’ un ottimo posto per andarci a bere qualcosa, soprattutto nella bella stagione quando si puo’ sedersi in piazza sotto le luci del SonyCenter. I prezzi sono competitivi, e la posizione e la gentilezza del personale (per non parlare della bonta’ dei piatti) vi fara’ rimpiangere la sua colazione.

Restaurant Shezan

Neue Roßstraße 13, An der Roßbrücke, 10179 Berlin

Ristorante indiano molto carino, con una terrazza sul fiume molto pittoresca, con mille lucine, molto romantico. I camerieri molto gentili, abbiamo mangiato un Chicken Curry, un Tandoori Chicken, 2 birre da mezzo litro e abbiamo pagato solo 25 euro. Eravamo pieni! Ottimo servizio, uno dei piu’ buoni curry mai mangiati!

To be continued…


Berlino – Mezzi di trasporto

Questo post e’ scritto il 23 agosto del 2012, quindi ogni prezzo o cosa che leggete deve essere riferita a questa data, se leggete tra 10 anni e’ ovvio che i prezzi cambino, cosi’ come i nomi dei locali, dei musei ecc ecc… essendo anche Berlino una citta’ in continua evoluzione.

Prima di tutto ci sono stata per 10 giorni, e non ho visto tutto, impossibile farlo visto che e’ una citta’ enorme e con grandi distanze, e pur avendo macinato chilometri tra mezzi e a piedi non sono riuscita a visitare quelli che avrei voluto.

Se pensate di starci per 3-4 giorni riuscirete a mala pena ad assaporare quella che e’ la vera Berlino. Perche’ in pochi giorni potete fare quello che fa ogni turista che ci fa un salto, ossia vedere le cose piu’ “famose” e importanti.

Prima di tutto se dovete scegliere il periodo io consiglio l’estate.

Io ho fatto 10 giorni ad agosto e di giorno c’erano al massimo 25°, di sera di scendeva anche a 13°, infatti ho dovuto comprare maglioni e un giubbino per le sere piu’ fredde, ma vi capitera’ di trovare anche giornate calde, con 30°. Sicuramente non troverete il caldo dell’Italia. Per quello che riguarda gli altri periodi, eviterei l’inverno, troppo freddo e fa buio presto.

Tenete conto che i locali la sera per i tavolini esterni accendono il riscaldamento ad agosto.

Come prima cosa bisogna raggiungere la citta’. Io l’ho fatto via aereo, con Lufthansa, visto che mi costava meno di Ryanair, voi cercate quello che vi conviene di piu’.

Io sono atterrata a Tegel. A Tegel consiglio di comprarvi l’abbonamento per i mezzi, che sfrutterete tantissimo e vi toglie dal peso di comprare ogni giorno i biglietti e obliterarli.

Io ho preso l’abbonamento da 5 giorni, il completo, ossia la Berlino Welcome Card per la zona A-B, del prezzo di 30,90 euro.

Qui troverete i vari abbonamenti. Io consiglio di fare A+B, perche’ io in 10 giorni non ho mai sforato fuori dalla zona A e le cose interessanti, a meno che non state un mese, sono tutte in questa zona. Nel prezzo dell’Abbonamento e’ compreso il viaggio da e per l’aeroporto di Tegel, che viene effettuato in pullman.

Appena arrivate all’aeroporto, potete recarvi appena fuori dall’entrata e troverete 2 macchinette automatiche e uno sportello. Io ho preferito lo sportello e con l’abbonamento vi verra’ dato il libricino con gli sconti e varie cartine dei mezzi pubblici, tra cui metropolitana, pulman e tram, con orari sia notturni che diurni.

I mezzi pubblici a Berlino sono efficientissimi, tanti e a tutte le ore. La metro chiude alle 00.30 e apre alle 04.00 in settimana. Nel weekend fa orario continuato. Il tram viene potenziato nell’orario di chiusura della metro, quindi girare a Berlino e’ comodissimo, anche di notte.


Il Ketchup fatto in casa

Complice la grande quantita’ di pomodori che avevo in frigo e la curiosita’ di sapere che sapore avrebbe avuto mi sono cimentata della ricetta del Ketchup.

Ho cercato un po’ online, ho trovato tante ricette, tutte piu’ o meno simili, ma mi sono ricordata di una ricetta che avevo letto anni fa sul libro di Jamie Oliver, che poi ho rivenduto perche’,  a parte quella ricetta, tutto il resto non e’ che fosse un granche’ interessante.

Sono andata sul suo sito e li l’ho trovata, in inglese. Ho impostato la traduzione di google e voila’ ecco la ricetta del Ketchup!

Vi metto la ricetta  modificata con le mie dosi:

 2 grosse cipolle rosse

– 1 cuore di finocchio tritato fine

2 coste di sedano tritate

– olio di oliva

– un cucchiaino di zenzero (io ho usato quello gia’ tritato)

– 3 spicchi di aglio tritati

– 1 peperoncino svuotato dei semi tritato

– un mazzetto di basilico coi gambi

– 1 cucchiaio di semi di coriandolo (io non l’ho messo)

– 4 chiodi di garofano

– un cucchiaio di pepe nero tritato

– sale

– 1 chilo di pomodori tagliati a pezzi grossi

– 1 chilo di polpa di pomodori in scatola

– 400 ml di aceto rosso

– 140 gr di zucchero grezzo di canna (io ho usato 200 gr di bianco)

Mettete tutte le verdure in una grossa pentola antiaderente (cipolla, finocchio, sedano, aglio) e aggiungeteci due cucchiai di olio, lo zenzero, il peperoncino, i gambi del basilico tagliati a pezzetti, il coriandolo (se l’avete), i chiodi di garofano, il pepe e il sale.

Cuocere a fiamma lenta per almeno 15 minuti, poi aggiungere i pomodori e la polpa di pomodoro, poi io ho aggiunto ad occhio circa 600 ml di acqua. Portate a ebollizione e fate ridurre quasi fino alla meta’.

Ci vorra’ almeno un’ora e mezza-due.

Ve lo scrivo perche’ non ho trovato nessuna ricetta che indicasse i tempi, e avendo iniziato alle 8 di sera a fare questo lavoro verso le 11 ho spento la salsa che si era ridotta e l’ho abbandonata sui fornelli, continuando il giorno dopo. Quindi calcolate bene i tempi, o fate come me dividetevi il lavoro in due parti.

Quando la salsa e’ pronta, aggiungere le foglie di basilico, armatevi di minipimer a immersione e azionatelo quasi fin quando fonde il motore…ci vorra’ qualche minuto per tritare bene tutto e rendere la salsa abbastanza omogenea.

Jamie dice di passarla al setaccio due volte, ma io voglio lasciare a vista alcuni pezzi di basilico, e i semini dei pomodori non mi danno nessun fastidio. Nel caso volete la salsa liscia pensate che dovete sobbarcarvi questo lavoro in piu’.

Qui consiglia di cambiare pentola, ma io non ne vedo il motivo, visto che non ci sono ne incrostazione ne altro, quindi uso sempre la stessa e la rimetto suo fuoco, aggiungendoci l’aceto e lo zucchero.

Per quanto riguarda lo zucchero lui consiglia di metterne per 1 chilo di pomodori 70 gr, quindi per il mio caso ce ne voleva 140 gr, ma al gusto mi sembrava troppo acida la salsa, cosi’ ne ho aggiunto un po’ arrivando a 200 gr, o forse di piu’.

Pero’ voi aggiungetene quanto volete, se vi piace meno dolce mettetene meno.

Ora dovete far stringere la salsa ancora un po’, fin quando inizia ad addensarsi. Nel mio caso ci e’ voluta circa un’ora.

Nel frattempo ho messo a bollire i vasetti in un pentolone per sterilizzarli, poi tolti e fatti asciugare all’aria.

Quando la salsa e’ pronta, mettetela nei vasi lasciando meno aria possibile, chiudeteli e capovolgeteli fin quando non saranno freddi. Poi girateli e controllate che il tappo abbia fatto il sottovuoto, altrimenti consumateli entro pochi giorni.