Archivi categoria: Extra

Biscotti con pepite di boeri

Per fare questi biscotti ho usato dei boeri, ma voi potete sostituirli con delle gocce di cioccolato o del cioccolato tritato grosso (tipo avanzi delle uova di Pasqua) e se vi piace potete aggiungere all’impasto un cucchiaino di cannella in polvere.

Vi serve una planetaria o sbattitore per montare il burro, una ciotola, due fogli di carta per alimenti trasparente, un foglio di carta da forno, una teglia da forno, e il forno ovviamente!

13083212_10209524837947888_7775560501709515376_n

Ingredienti: 

  • 2 tuorli
  • 1 cucchiaino di estratto di vaniglia (o vanillina)
  • 2 cucchiai di acqua
  • 150 gr di burro morbido
  • 100 gr di zucchero a velo
  • 300 gr di farina setacciata
  • 1/2 cucchiaino di lievito per dolci
  • 1 pizzico di sale
  • 120 gr di boeri tagliati a pezzetti (o gocce di cioccolato)
  • zucchero a velo per spolverare

Nella ciotola sbattere i tuorli, l’acqua e l’estratto di vaniglia.

Nella planetaria montare il burro con lo zucchero a velo, fino a formare una mousse cremosa. Aggiungere poco per volta i tuorli sbattuti con l’acqua e vaniglia, continuare a mescolare con la planetaria. Aggiungere poco per volta la farina con il lievito stacciata (se volete la cannella aggiungetela adesso).

Inserite poi il cioccolato e date un’ultima mescolata.

Su un asse di legno stendete un po’ di zucchero a velo.

Dividete l’impasto in due parti e formare con le mani due cilindri del diametro di 3 cm circa, fateli rotolare nello zucchero a velo e chiudeteli poi nella pellicola alimentare per metterli in frigo. Teneteli almeno un’ora al fresco.

Accendete in forno a 160°.

Su una teglia, stendete un foglio di carta forno.

Togliete i rotoli di pasta dal frigo e tagliate dei cilindretti di circa 1 cm di spessore, distribuiteli sulla teglia facendo attenzione a tenerli un po’ distanti, almeno 4 cm di spazio libero tra un biscotto e l’altro, perchè in cottura su allargano.

Metteteli in forno per circa 20-25 minuti, o almeno fin quando iniziano a dorare.

Sfornateli e metteteli su una grata a fare raffreddare.


Meringhette facili facili

Visto che più persone mi hanno chiesto la ricetta per queste meringhette, ve la scrivo qui, così rimane indelebile e potete cercarla ogni volta che ne avrete bisogno.

So che è una ricetta facilissima, che molte blogger storceranno il naso perché e’ un pç la base della pasticceria, ma c’è anche tanta gente che non sa da dove partire e che, cercando online, si ritrova con migliaia di ricette diverse e non sa mai quale potrebbe essere quella giusta.

Questa non ha la pretesa di essere la ricetta giusta, ma a me funziona.

La meringa viene ottima, buona e bianca!

A dirvi la verità io facevo parte di quelle persone che aggiungeva il sale perché…boh non so perché, ma lo facevo, fin quando non mi sono imbattuta in questo articolo di Dario Bressanini e da quel momento ho seguito sempre la sua ricetta e le sue indicazioni, che per praticità vi riassumo qui.

Innanzitutto so che la maggior parte delle volte le meringhe vengono fatte per consumare gli albumi avanzati, se cosi’ non fosse procuratevi delle belle uova freschissime!

Per fare la quantità di meringhe che vedete in foto ho usato 200 gr di albumi, 6 albumi.

Vi do il peso perché è importante che le pesiate, visto che non tutte le uova hanno la stessa grandezza.

Dunque pesate le uova, poi preparate il doppio del peso delle uova di zucchero.

Ad Es. io avevo 200 gr di albumi e ho preparato 400 gr di zucchero.

Per lo zucchero potete usare zucchero semolato (il classico zucchero per intenderci), zucchero a velo pronto, zucchero semolato frullato. O anche fare un pò di zucchero semolato e un pò a velo. Cambia la consistenza della meringa, più mettete zucchero a velo più sarà liscia. Io ho usato solo zucchero semolato.

Non aggiungete sale, il motivo lo trovate nell’articolo postato prima di Bressanini.

Invece vi servirà un cucchiaino di succo di limone.

Gli attrezzi indispensabili per me sono planetaria o montatore elettrico e la sac a poche con la punta stellata.

12961615_10209397097194449_2854647343564078597_n

Ora iniziamo a preparare la meringa:

Accendete il forno a 100°

Se avete una planetaria, o uno sbattitore elettrico o manuale, o se volete farlo a mano (no vi prego è una tortura inutile), mettete gli albumi nel contenitore e iniziate a montarli a media velocità. Dovranno diventare circa 4 volte il volume iniziale.

Ora iniziate ad aggiungere lo zucchero, io l’ho fatto un cucchiaio per volta, per far inglobare bene e fare in modo che si potesse sciogliere il più possibile.

Aggiungete anche il cucchiaino di succo di limone e procedete con l’aggiunta dello zucchero fin quando finite.

Prendete la sac a poche con la punta stellata e riempitela di meringa cruda, fate dei ciuffetti di circa 3-4 cm di diametro (se le fate più piccole o grandi regolatevi con il tempo del forno), potete anche disporle vicine le uno alle altre, tanto le meringhe non si ingrosseranno.

Abbassate la temperatura del forno a 85° e infornate subito le meringhe, avendo l’accortezza di tenere le sportello del forno leggermente aperto per far uscire l’umidità. Ora aspettate circa 3 ore e le vostre meringhe saranno cotte.

Non toglietele subito dal forno, fatele raffreddare dentro altrimenti si creperanno.

Per mantenerle croccanti poi metterle in un contenitore di latta.


Spalla di maiale arrosto al whisky

Questa ricetta e’ un po’ l’essenza di questo blog.

Parla di un piatto povero, la spalla di maiale, cucinato arrosto con veramente poca spesa.

Ho comprato questo taglio in offerta all’Esselunga a 2,5o euro al chilo. Ora e’ a 4,59 euro al chilo, comunque poco. E con pochi euro potete fare un piatto spettacolare e buonissimo!

Non spaventatevi a comprare tagli di carne fuori dall’ordinario, molte volte sono migliori dei classici, costano meno e sono piu’ semplici da preparare.

Questa spalla di maiale si cuoce come un arrosto normale, al posto del vino per sfumare ci ho messo il whisky ma voi potete usare quello che avete in casa. Solitamente io uso il vino avanzato, ma non ne avevo. Potete usare anche il rhum, vino rosso, la grappa…insomma via libera alla fantasia.

Noi con circa un chilo di spalla, cioe’ 2,50 euro, ci abbiamo mangiato in 5. Aggiungendoci le verdure per il soffritto, il burro, il whisky e un dado la spesa salira’ a 4 euro esagerando, quindi meno di un euro a testa!

20131110_123834

Andiamo con la ricetta.

Ingredienti:

1 spalla di maiale (la mia era divisa in due pezzi) da circa 1 chilo

2 carote

1 cipolla o porro o cipollotto

1 spicchio di aglio

una noce di burro

1 bicchiere di whisky

brodo (fatto con acqua e dado o sale o dado casalingo)

Tagliate carote e cipolla a pezzi grandi e metteteli in una casseruola con la noce di burro. Aggiungete lo spicchio di aglio sbucciato intero.

Accendete il fuoco e fate rosolare bene le verdure.

Aggiungete la carne facendole arrostire da entrambi i lati.

Quando sono dorate, versate nella padella il bicchiere di whisky facendo attenzione a metterne poco per volta, si sia mai che vi vada a fuoco tutto.

Fate insaporire la carne e quando il whisky e’ evaporato metteteci un mestolo di brodo, fate sempre evaporare e aggiungete mano a mano che la carne assorbe.

Tenete d’occhio spesso la carne, giratela e non fatela bruciare (io uso le pentole in alluminio che tendono a cuocere piu’ veloce ed e’ facile non accorgersi della bruciatura).

Ho calcolato piu’ o meno 3 ore di cottura, dipende sempre dalla grandezza del taglio della carne. Quando sentite la carne morbida che quasi di disfa (io la adoro cosi’, c’e’ meno da masticare) vuol dire che e’ cotta.

Spegnete il fuoco.

Ora ci sono due possibilita’: o la servite cosi’ con le verdure ancora a pezzetti oppure togliete la carne, frullate le verdure con il sugo di cottura e servite la carne con questo intingolo.

20131110_123851

Vi leccherete i baffi e farete anche la scarpetta col pane.

Da voi si dice “fare la scarpetta”?


Il MIO olio extravergine di oliva

Finalmente quest’anno e’ stato l’anno buono, quello giusto, l’annata perfetta.

I miei olivi, che temevo morissero dopo il freddo patito quest’inverno visto che siamo scesi molte volte a temperature intorno ai -10°, hanno invece dato quanto mai finora.

E per la prima volta ho prodotto il mio olio extra vergine di oliva.

Ne sono orgogliosa, non e’ molta roba ma ti da soddisfazione avere il proprio olio, produrre qualcosa di tuo, vedere quel liquido verde uscire dalle tue olive! Insomma un’esperienza nuova, meravigliosa!

Gli anni scorsi abbiamo sempre prodotto circa 70 chili di olive, ma al frantoio nessuno ti spreme le olive se non arrivi almeno al quintale, mentre quest’anno eravamo ottimisti, olive grandi grandi, belle e sane, senza presenza della mosca dell’olivo, insomma il meglio!

Sabato e domenica abbiamo raccolto, tutto a mano perche’ gli ulivi sono disposti su terrazzamenti, e meraviglia delle meraviglie abbiamo pesato e quando abbiamo visto che siamo arrivati a 113 chili eravamo felicissimi.

Subito ho chiamato il frantoio, a Sulzano sul lago d’Iseo, e preso l’appuntamento per stamattina, alle 9. La. Dunque sveglia alle 6 per caricare le olive in macchina e partenza!

Eravamo agitati, per la prima volta avremmo assaggiato il NOSTRO olio!!! Teoricamente noi rientriamo nella zona del lago di Como e limitrofi, ma il frantoio in zona prendeva solo sopra il quintale e 300. Dunque impossibile. Ma chissa’ l’anno prossimo che non riusciamo a raggiungere quel risultato.

Arriviamo al frantoio, scarichiamo nel cassone per la pesa e ci viene dato un numero. Di li a un’ora avrebbero iniziato a spremere le nostre olive.

Nel frattempo abbiamo fatto un giro a Iseo, anche se eravamo cosi’ ansiosi che nemmeno passata un’ora eravamo gia’ al frantoio, a curiosare tra i macchinari, a fare mille domande ai proprietari molto gentili, a guardare curiosi olive che arrivavano, venivano tritate, passavano da un tubo all’altro, e infine uscire dall’ultima parte della macchina quel liquido tanto bello e lucente che sembrava finto!

E non parliamo del profumo intenso di olio, di olive, roba che ti venivano le voglie di farti una bruschetta cosi’, al momento, sul cofano di qualche macchina ancora calda!

Il tempo passa veloce, circa due ore, e finalmente ci avvisano che il nostro olio e’ quasi pronto! Mi avvicino come una bambina curiosa davanti alla bocchetta e eccolo li, lo vedo!!! l’olio!!! Il mio olioooo!!! Che emozione!!! usciva lento e piano piano riempiva il contenitore di acciaio sotto, e quel bel verdone di olio fresco che ti faceva venire l’acquolina!

Abbiamo fatto imbottigliare e risultato 15 bottiglie da 750 ml e 6 bottiglie da 500 ml! Non male, con questo olio ci campo un anno, o forse piu’, e a parte le bottigliette piccole che regalero’ le altre me le gustero’ io pensando alla fatica di due giorni di raccolta, ai dolori alle braccia e alle mani, alla schiena distrutta, ma ne e’ valsa la pena.

L’anno prossimo spero che i giovani ulivi fruttifichino di piu’, e magari riusciro’ a spremerle nel frantoio piu’ vicino a casa.

Per ora mi godo il MIO olio extra vergine di oliva!

Frantoio del Sebino di Cardinelli Giancarlo & C.

via Cesare Battisti, 96

Sulzano 25058

cell. 347.3897383 – 333.2202123

http://www.frantoiodelsebino.it

info@frantoiodelsebino.it


Berlino – Dove mangiare

Ho girato vari posti in Berlino e provato molti ristoranti, in 10 giorni abbiamo avuto modo di provare un po’ di tutto. Vi metto i miei preferiti:

Fritz101 http://www.fritz101.de/en

E’ sulla Fredrichstrasse al civico 101, comodo, veloce e stile un po’ bavarese, hanno delle ottime patatine fritte, si puo’ mangiare a tutte le ore, ottima birra. Le cameriere non sono il massimo della simpatia, ma per un ristoro veloce va bene.

Mar Y Sol http://www.marysol-berlin.de/

Qui si trovano delle ottime tapas, i prezzi sono economici ma e’ sempre pieno, quindi o prenotate o ci andate in settimana, la birra costa un po’ di piu’ rispetto ad altri posti, l’atmosfera e’ molto spagnoleggiante anche se poco intimo.

Sul sito potete trovare il menu e dare un’occhiata ai prezzi!

Daimlers Restaurant http://www.daimlers.de/

Per gli amanti delle auto, specialmente Mercedes, questo ristorante fa per voi! Si trova all’interno del concessionario/Show room di Mercedes Benz in Unter den Linden, e’ molto stiloso, tutto nero e lucido, il servizio e’ impeccabile e i camerieri gentilissimi. Se volete spendere poco (circa 10 euro) andateci nella pausa pranzo,  potete scegliere tra vari piatti, molto curati e buonissimi.

Shrimps & Sardinas

Si trova dentro il reparto alimentari del Ka.De.We, il famoso centro commerciale di Berlino. Vi consiglio di assaggiare uno dei piatti a base di pesce, io ho provato il panino con i gamberi, salsa e insalata. Non si tratta del solito panino con 4 gamberi, il panino e’ veramente pieno di pesce. Costo poco piu’ di 5 euro…una stupidata se pensate che si tratta di pesce.

Alex https://www.dein-alex.de/

Lo troverete facilmente se andrete al SonyCenter. E’ stato il punto di partenza di molte nostre giornate, con le sue colazioni abbondanti e a poco prezzo, rispetto alle colazioni Berlinesi.

Prima di tutto non e’ una semplice colazione, ma un vero e proprio brunch, con possibilita’ di mangiare dal dolce al salato, tutto quello che si trova sul bancone del bar, per poco piu’ di 6 euro. La domenica invece costa 11,30. Anche la sera e’ un ottimo posto per andarci a bere qualcosa, soprattutto nella bella stagione quando si puo’ sedersi in piazza sotto le luci del SonyCenter. I prezzi sono competitivi, e la posizione e la gentilezza del personale (per non parlare della bonta’ dei piatti) vi fara’ rimpiangere la sua colazione.

Restaurant Shezan

Neue Roßstraße 13, An der Roßbrücke, 10179 Berlin

Ristorante indiano molto carino, con una terrazza sul fiume molto pittoresca, con mille lucine, molto romantico. I camerieri molto gentili, abbiamo mangiato un Chicken Curry, un Tandoori Chicken, 2 birre da mezzo litro e abbiamo pagato solo 25 euro. Eravamo pieni! Ottimo servizio, uno dei piu’ buoni curry mai mangiati!

To be continued…


Berlino – Mezzi di trasporto

Questo post e’ scritto il 23 agosto del 2012, quindi ogni prezzo o cosa che leggete deve essere riferita a questa data, se leggete tra 10 anni e’ ovvio che i prezzi cambino, cosi’ come i nomi dei locali, dei musei ecc ecc… essendo anche Berlino una citta’ in continua evoluzione.

Prima di tutto ci sono stata per 10 giorni, e non ho visto tutto, impossibile farlo visto che e’ una citta’ enorme e con grandi distanze, e pur avendo macinato chilometri tra mezzi e a piedi non sono riuscita a visitare quelli che avrei voluto.

Se pensate di starci per 3-4 giorni riuscirete a mala pena ad assaporare quella che e’ la vera Berlino. Perche’ in pochi giorni potete fare quello che fa ogni turista che ci fa un salto, ossia vedere le cose piu’ “famose” e importanti.

Prima di tutto se dovete scegliere il periodo io consiglio l’estate.

Io ho fatto 10 giorni ad agosto e di giorno c’erano al massimo 25°, di sera di scendeva anche a 13°, infatti ho dovuto comprare maglioni e un giubbino per le sere piu’ fredde, ma vi capitera’ di trovare anche giornate calde, con 30°. Sicuramente non troverete il caldo dell’Italia. Per quello che riguarda gli altri periodi, eviterei l’inverno, troppo freddo e fa buio presto.

Tenete conto che i locali la sera per i tavolini esterni accendono il riscaldamento ad agosto.

Come prima cosa bisogna raggiungere la citta’. Io l’ho fatto via aereo, con Lufthansa, visto che mi costava meno di Ryanair, voi cercate quello che vi conviene di piu’.

Io sono atterrata a Tegel. A Tegel consiglio di comprarvi l’abbonamento per i mezzi, che sfrutterete tantissimo e vi toglie dal peso di comprare ogni giorno i biglietti e obliterarli.

Io ho preso l’abbonamento da 5 giorni, il completo, ossia la Berlino Welcome Card per la zona A-B, del prezzo di 30,90 euro.

Qui troverete i vari abbonamenti. Io consiglio di fare A+B, perche’ io in 10 giorni non ho mai sforato fuori dalla zona A e le cose interessanti, a meno che non state un mese, sono tutte in questa zona. Nel prezzo dell’Abbonamento e’ compreso il viaggio da e per l’aeroporto di Tegel, che viene effettuato in pullman.

Appena arrivate all’aeroporto, potete recarvi appena fuori dall’entrata e troverete 2 macchinette automatiche e uno sportello. Io ho preferito lo sportello e con l’abbonamento vi verra’ dato il libricino con gli sconti e varie cartine dei mezzi pubblici, tra cui metropolitana, pulman e tram, con orari sia notturni che diurni.

I mezzi pubblici a Berlino sono efficientissimi, tanti e a tutte le ore. La metro chiude alle 00.30 e apre alle 04.00 in settimana. Nel weekend fa orario continuato. Il tram viene potenziato nell’orario di chiusura della metro, quindi girare a Berlino e’ comodissimo, anche di notte.


Il Ketchup fatto in casa

Complice la grande quantita’ di pomodori che avevo in frigo e la curiosita’ di sapere che sapore avrebbe avuto mi sono cimentata della ricetta del Ketchup.

Ho cercato un po’ online, ho trovato tante ricette, tutte piu’ o meno simili, ma mi sono ricordata di una ricetta che avevo letto anni fa sul libro di Jamie Oliver, che poi ho rivenduto perche’,  a parte quella ricetta, tutto il resto non e’ che fosse un granche’ interessante.

Sono andata sul suo sito e li l’ho trovata, in inglese. Ho impostato la traduzione di google e voila’ ecco la ricetta del Ketchup!

Vi metto la ricetta  modificata con le mie dosi:

 2 grosse cipolle rosse

– 1 cuore di finocchio tritato fine

2 coste di sedano tritate

– olio di oliva

– un cucchiaino di zenzero (io ho usato quello gia’ tritato)

– 3 spicchi di aglio tritati

– 1 peperoncino svuotato dei semi tritato

– un mazzetto di basilico coi gambi

– 1 cucchiaio di semi di coriandolo (io non l’ho messo)

– 4 chiodi di garofano

– un cucchiaio di pepe nero tritato

– sale

– 1 chilo di pomodori tagliati a pezzi grossi

– 1 chilo di polpa di pomodori in scatola

– 400 ml di aceto rosso

– 140 gr di zucchero grezzo di canna (io ho usato 200 gr di bianco)

Mettete tutte le verdure in una grossa pentola antiaderente (cipolla, finocchio, sedano, aglio) e aggiungeteci due cucchiai di olio, lo zenzero, il peperoncino, i gambi del basilico tagliati a pezzetti, il coriandolo (se l’avete), i chiodi di garofano, il pepe e il sale.

Cuocere a fiamma lenta per almeno 15 minuti, poi aggiungere i pomodori e la polpa di pomodoro, poi io ho aggiunto ad occhio circa 600 ml di acqua. Portate a ebollizione e fate ridurre quasi fino alla meta’.

Ci vorra’ almeno un’ora e mezza-due.

Ve lo scrivo perche’ non ho trovato nessuna ricetta che indicasse i tempi, e avendo iniziato alle 8 di sera a fare questo lavoro verso le 11 ho spento la salsa che si era ridotta e l’ho abbandonata sui fornelli, continuando il giorno dopo. Quindi calcolate bene i tempi, o fate come me dividetevi il lavoro in due parti.

Quando la salsa e’ pronta, aggiungere le foglie di basilico, armatevi di minipimer a immersione e azionatelo quasi fin quando fonde il motore…ci vorra’ qualche minuto per tritare bene tutto e rendere la salsa abbastanza omogenea.

Jamie dice di passarla al setaccio due volte, ma io voglio lasciare a vista alcuni pezzi di basilico, e i semini dei pomodori non mi danno nessun fastidio. Nel caso volete la salsa liscia pensate che dovete sobbarcarvi questo lavoro in piu’.

Qui consiglia di cambiare pentola, ma io non ne vedo il motivo, visto che non ci sono ne incrostazione ne altro, quindi uso sempre la stessa e la rimetto suo fuoco, aggiungendoci l’aceto e lo zucchero.

Per quanto riguarda lo zucchero lui consiglia di metterne per 1 chilo di pomodori 70 gr, quindi per il mio caso ce ne voleva 140 gr, ma al gusto mi sembrava troppo acida la salsa, cosi’ ne ho aggiunto un po’ arrivando a 200 gr, o forse di piu’.

Pero’ voi aggiungetene quanto volete, se vi piace meno dolce mettetene meno.

Ora dovete far stringere la salsa ancora un po’, fin quando inizia ad addensarsi. Nel mio caso ci e’ voluta circa un’ora.

Nel frattempo ho messo a bollire i vasetti in un pentolone per sterilizzarli, poi tolti e fatti asciugare all’aria.

Quando la salsa e’ pronta, mettetela nei vasi lasciando meno aria possibile, chiudeteli e capovolgeteli fin quando non saranno freddi. Poi girateli e controllate che il tappo abbia fatto il sottovuoto, altrimenti consumateli entro pochi giorni.


Piccolo grande KitchenAid

Premetto che non mi pagano per fare pubblicita’ al marchio, ne sono stata contattata dall’azienda in cambio di prodotti o altre cose, questo post lo scrivo perche’ dopo due anni di utilizzo ne sono ampiamente soddisfatta e volevo far conoscere bene uno strumento che molte ancora sognano!

Prima di tutto, specifichiamo che molte con KitchenAid intendono la planetaria, il classico oggetto che tutte le casalinghe e amanti della cucina vorrebbero nella propria casa. La planetaria da una mano nelle ricette piu’ disparate alle piu’ semplici, perche’ in poco tempo monti le uova, impasti la pizza, tiri la sfoglia senza farti venire i muscoli da muratore, incordi gli impasti come le colombe e i pandori, insomma ci fai quasi di tutto.

Parlando della planetaria mia, la KitchenAid, beh non si puo’ che non parlarne bene, dopo due anni di utilizzo, non assiduo perche’ lavoro a tempo pieno e tempo per cucinare e’ pochissimo, ma comunque in due anni, anche girando per negozi, osservando quelle delle amiche, non ho ancora trovato un valido sostituto. Sai a tutti capita di comprare qualcosa, poi giri per negozi e trovi qualcosa di migliore e dici: mannaggia se avessi aspettato avrei comprato questo piu’ bello! Beh con la KitchenAid non mi e’ ancora successo. Il che vuol dire che secondo i miei canoni, non ha paragoni.

Forse si trova in commercio quello che ha piu’ capienza, quello che ha piu’ accessori, quello che cucina anche, ma solo guardando lo stile non ce n’e’ per nessuno. Ha un look accattivante e il fatto di trovarlo in tanti colori e’ a suo vantaggio perche’ lo puoi scegliere abbinato alla tua cucina, o di un colore che non centra nulla ma solo perche’ ti piace. E non sembra ma lo stile e il design per me e’ molto importante, perche’ vuol dire che l’elettrodomestico non viene piu’ nascosto negli armadi della cucina e tirato fuori solo all’occorrenza, ma che lo puoi lasciare in bella mostra, come appunto un bell’oggetto di design.

Il modello di base comprendo la ciotola, e le tre fruste, per montare, il gancio a foglia e il gancio a spirale.

Molti consigliano subito l’acquisto della seconda ciotola, ma io in due anni sono campata lo stesso solo con una, quindi se volete lanciarvi nell’acquisto partite con le cose basi, che gia’ non costano poco. Poi poco per volta capirete cosa vi serve.

Consuma poco. il che e’ tutto da lodare in questi momenti in cui l’elettricita’ vale oro. E’ un 300 Kw rispetto ad un 1200 del Kenwood classico. Se lo usate una volta al mese e’ ininfluente, se lo usate tutti i giorni si fa sentire.

Pesa molto, se non sbaglio circa 12 chili confezionato, e anche con gli impasti veloci o duri non si sposta di un centimetro, al contrario dell’impastatrice del moroso che quando fa la pizza ogni tanto la deve controllare perche’ rischia che cada dal tavolo!

E’ facile da pulire, essendo in acciaio con un panno umido passi e tutto si pulisce, anche se per caso ti rimane dell’impasto secco attaccato si stacca come nulla.

Non rimangono le ditate sopra, che per me e’ un fatto importante perche’ odio vedere gli oggetti con le ditate di ricordo!

E’ piccolo, contenuto, non e’ ingombrante come altre planetarie e in una cucina anche piccola non ruba la scena perche’ e’ troppo grande, ma perche’ e’ talmente bello che fa arredamento.

Anche le fruste sono comode da lavare, cosi’ come la ciotola, vanno in lavastoviglie e vengono puliti in un attimo.Le mie fruste e la ciotola sopo due anni sono ancora immacolate, non hanno parti rovinate/arrugginite, sembrano nuove.

Non si surriscalda molto, nemmeno dopo un’ora di funzionamento. Questo perche’ il motore si trova sopra, nella parte rotonda, e non nella parte verticale, la potenza ha da fare meno strada e per questo il surriscaldamento e’ minimo.

Ha una base molto larga, per questo anche se i vostri figli ci toccano dentro non si ribalta, solo se proprio non ti ci appendi, ma e’ comunque molto solida e ferma.

Per quel che riguarda gli accessori, io ne ho qualcuno, che uso e che non uso. Quello che uso di piu’ e’ il Set pasta DeLuxe per le sfoglie, sfoglia piatta, tagliatelle, spaghetti, messi in ordine di uso. Quello per la sfoglia e’ una bomba, per me che ho sempre usato la vecchia imperia manuale di mia nonna, facendomi ogni volta il mazzo tanto per girare la manovella a mano. Ci mettevo un sacco di tempo, mentre ora e’ molto piu’ veloce. Quello per le tagliatelle lo uso raramente e per spaghetti ancora meno.

Poi ho l’attrezzo tritatutto con i tre cilindri per la grattuggia, molto comodi per quel che riguarda le verdure, ovvio che si puo’ tutto fare anche a mano, ma se ne avete grandi quantita’ questo attrezza vi verra’ incontro, cosi’ come il passaverdure.

Comunque molte informazioni le trovate sul sito internet ufficiale, anche sugli accessori perche’ io ho preso solo quello che potevano servirmi. Ad esempio la ciotola gelatiera non la prenderei ma perche’ ho gia’ la gelatiera a casa, per la verita’ ne ho due, e quello sarebbe un accessorio in piu’ inutile per me.

Se non avete mai avuto la planetaria in casa e la prenderete, sicuramente non potete non trovarvi bene, perche’ vi aiuta in molte cose che a mano e’ dura fare, come montare gli albumi o far incordare un impasto..

Il mio KitchenAid da due anni campeggia in cucina tutto fiero di quanto e’ bello e di quanto bravo e’!!!


Tornare a vederci…come una volta!

Prima cosa: in questo post non ci sono ricette!

Seconda cosa: questo post e’ dedicato a tutti quelli che come me sono delle talpe umane, che quando vanno al mare e fanno il bagno senza occhiali poi si perdono come i bambini a riccione e non trovano piu’ la loro straio, per chi d’inverno, entrando in casa, albergo, bar, ristorante, passa i primi 5 minuti a capire cosa c’e’ aldila’ della nebbia che si forma sulle lenti, a chi come me la mattina la prima che fa e’ cercare gli occhiali.

Terza cosa: io non voglio convincere nessuno, scrivo questo post perche’ molta gente vuole sapere come e’ andata, fatto male, sofferto?E posso chiarire anche per chi non mi conosce e ha ancora pochi dubbi e vuole chiarirseli, perche’ cercando informazioni su internet se ne trovano poche, descritte cosi’ e cosi’ e a volte anche spaventose.

Io ho cominciato a mettere gli occhiali alla bella eta’ di 6 anni. Era una dei pochi bambini quattrocchi (eh si i puffi non hanno aiutato in quel periodo) e mi ci sono abituata. Ho addirittura la fossetta sul naso che me li ricorda! Ho vissuto sempre con  gli occhiali, togliendoli solo di notte e in casi estremi tipo saune a 90° dove rischiavo di farmeli colare in faccia. E in quei casi ho sempre avuto bisogno di una guida, amica/moroso, che mi aiutasse a svolgere le cose che voi umani da 10/10 facevate con nonchalance ma che per noi occhialuti era l’equivalente di scalare l’Everest.

Ho sempre pensato che io e i miei occhiali passassimo la vita insieme, nella bella e nella cattiva sorte, finche’ laser non ci separi!!! E cosi’ e’ stato. Vi sto scrivendo adesso (che se viene a leggermi il mio chirurgo mi rimette tutte le diottrie tolte) ma vedo ancora un po’ sfocato.

Io ero una talpa da 10 e lode, per la precisione mi mancavano 8 e 7 e quindi la mia capacita’ visiva era quella talpa vera. No forse lei ci vede piu’ di me. Va beh lasciamo stare le talpe, comunque ero bella accecata.

Ogni due anni, ma sapete bene anche voi, mi toccava cambiar le lenti, anche se non avevo peggioramenti, perche’ tenendoli 365 giorni l’anno per 16 ore al giorno ingiallivano, si cristallizzavano, si rovinavano e io vedevo come attraverso una ragnatela.

Sapete meglio di me i costi di lenti, e vogliamo non metterci una bella montatura che dopo due anni l’altra ha gia’ scassato/passata di moda/si e’ rovinata. Io alla fine della fiera spendevo i miei 800 euro per un paio di occhiali. E gli occhiali da sole? mica vorrai andare al mare e fare il bagno con gli ochiali da vista? almeno gli occhiali da sole per non perdermi come il famoso bambino e rischiare di schizzare acqua per gioco al nonnetto che per puro caso passava di li ed e’ stato scambiato per l’amico!!! E anche li sono altre 500 cucuzze che se ne vanno. Non so i costi di chi porta lenti a contatto, non avendole mai portate, ma credo che non sia molto meno, e vogliamo mettere lo sbattimento? tutti i giorni togli metti liquidino occhi secchi ne perdi una sei nella cacca piu’ profonda…no no erano meglio i miei occhiai.

Ho sempre avuto un rapporto di amore e odio con il laser…anche molta paura a dire la verita’…sai il cugino del marito della collega di mio fratello  o lo zio del compagno del fratello della sciura che abita in fondo alla via ha avuto un sacco di problemi…e cosi’ sono vissuta nella mia beata ignoranza, pure convinta che “si ma con le miopie cosi’ alte non operano nemmeno”…per la serie ti manca solo di spararti un colpo in testa!

A parte gli scherzi, a meta’ gennaio mi trovo con delle amiche per un raduno di un forum che frequento, e parlando con una ragazza mi racconta che lei ha fatto il laser, e le mancava -8 da entrambi gli occhi…apriti cielo!!!!allora posso farlo anche io???

Dopo averne parlato con lei lunedi’ chiamo il mio oculista, vado e gliene parlo. mi manda da un collega che opera a Bergamo, il dott. Fumagalli e parlo anche con lui,gli faccio le domande piu’ idiote che potevo fargli grazie alla mia agitazione e prendo appuntamento alla clinica Habilita di Bergamo per gli esami di idoneita’. Dal Dott. Fumagalli vengo istruita su cosa puo’ farmi il laser (rinascere pensavo tra me e me) e sprizzante di gioia da tutti i pori il 21 febbraio vado alla clinica a fare questi esami.

Sono esami molto veloci, circa 15 minuti, ti fanno guardare dentro dei macchinari se vedi le macchie clicchi il bottone, guardi la ruota rossa girare, guardi quella cosa che si muove…cavolo sembrava piu’ un gioco della playstation che una visita!

Esito: idonea!

Prossimo appuntamento: venerdi’ 24 febbraio per la riunione informativa.

Materiale dato: un fascicolo informativo fatto da solo MOOOOLTO utile con tutto, ma tutto tutto quello che concerne l’operazione.

Venerdi’ alla riunione informativa il Dott. Fumagalli ci spiega bene con precisione come funziona il laser (prk), cosa ci fa e cosa noi dobbiamo fare, chi fa le proprie domande e consegniamo il foglio con il consenso.

Ok, e’ fatta…ora devono solo passare 2 LUNGHI e interminabili giorni prima dell’operazione!

Fortunatamente passano alla svelta, ansiopatica come sono avrei contato i secondi, ma ero talmente felice, ero pronta, ero speranzosa, tutti i miei amici che mi facevano il tifo per me e io come se dovessi disputare la champions league da sola contro tutti mi sentivo gasata!!!

Lunedi’ 27 febbraio, ore 9, all’ingresso della clinica inizio a sentire un leggero cedimento muscolare degli arti inferiori…ma non e’ nulla! prendo il mio numerino, pago i restanti euro da pagare e mi sto per sedere sulla sedia per iniziare la mia disperazione la mia crisi di pianto quando una dottoressa esce da una porta e chiama a voce alta: LOCATELLIIIIIIIII???? Oddio mica saro’ gia’ io…sai quanti Locatelli esistono a Bergamo!!!pppfff saremo qui meta’ sala…

nessuno si alza…nemmeno i peruviani davanti a me…

LOCATELLIIIIII??????

Oddio sono proprio io, e le mie gambe si alzano con la stessa tensione di quando il prof ti chiama per un interrogazione su tutto il programma dell’anno e tu non sai nemmeno come e’ la copertina del libro di quella materia…

Vabbeh mi dico…abbiamo datto 30…facciamo 31! forza e coraggio…e’ il momento.

Mi fa sedere in un angolo mentre i medici si imbavagliavano con mascherine, giocavano coi bisturi, armeggiavano aghi e si lanciavano coltelli infuocati…no aspetta forse e’ gia’ l’antidolorifico che fa effetto! In effetti quando entro in sala operatorio sembravano meno pittbull ma piu’ compagni di avventura.

La dottoressa mi spiega tutto, le gocce lunedi’ martedi’ venerdi’, antidolorifico 3 volte al giorno a targhe alterne, le gocce lacrimali cinque per cinque venticinque…mamma mia non riesco a stare concentrata…le dico: scusi, non ho capito nulla, non un po’ agitata! Lei mi sorride e mi tranquillizza dicendomi che tutti li non capiscono nulla, per questo dopo mi danno il fascicolo con scritto tutto. Ah per l’amor del cielo per fortuna…

LOCATELLI?????

Ecco la voce maschile che assomiglia a quella del mio chirurgo…uh ma e’ proprio lui…cazzo mi sa che mi tocca entrare…”mi dia gli occhiali”, si e come ci arrivo al lettino? a tastoni come sempre ovvio!!! Probabilmente e’ perche’ loro erano abituati a scene del genere, se no me li immagino che rotolavano dal ridere prendendomi per il culo…ma vabbeh.

Arrivo alla poltrona, mi siedo…ssssfffff e’ fredda…SI SDRAI…giu’? ma che domande mica mi posso sdraiare su!!!!

Ok basta domande idiote, sto zitta e obbedisco. Mi sdraio, mi mettono un cuscino sotto la testa e mi dicono ” la vede la lucina rossa? e io si si e’ rossa…maledizione un’altra cazzata ho detto!!!

Da qui saranno passati 40 secondi per occhio, lavaggio, asportazione del tessuto esterno all’occhio, laserata, applicazione lente a contatto e via sotto l’altro…in men che non si dica era finito.

Prego si alzi…abbiamo finito…mi alzo e quella massa informa azzurrognola si e’ trasformata in un medico, quella cosa grigia per terra erano piastrelle quadrate e la dottoressa aveva gli occhi castani!!!! CI VEDEVO!!!!

La dottoressa mi ha ridato i miei occhiali, poteva anche buttarli se fosse per me, il fascicolo con le info del post operazione e una pochette con i medicinali per i primi giorni.FINITO!

Esco…non toccavo il pavimento, sono volata dal moroso che ha dato gli occhiali da sole e siamo andati alla macchina…e tornando a casa leggevo le targhe, i cartelli…insomma ci vedevo!!!

Arrivati a casa ho iniziato subito la cura, prendendo antidolorifici e colliri seguendo le indicazioni del dottore.

Il post operazione e’ molto indicativo e personale. Alcuni amici miei il pomeriggio stavano bene, altri ci hanno messo 2-3 giorni per essere in sesto. Io la piu’ sfigata delle ipotesi, dolore per 3 giorni e 3 notti. Santo antidolorifico e chi ti ha inventato!!!

Ieri, venerdi’ 2 marzo ho fatto il primo controllo, mi hanno tolto le lenti a contatto e devo proseguire la terapia per due giorni,poi lunedi’ comincio la terapia di mantenimento.

Spero che questo post possa essere d’aiuto a chi come me era pieno di dubbi e paure sul laser per la miopia, e se qualcuno vuole farmi domande piu’ particolari sull’intervento io sono qui a disposizione di tutti, come lo e’ stata la mia amica grazie alla quale ora posso vedere senza occhiali!!!

Ps a presto metto qualche ricettina eh!!! Promesso!

PPS non sgridatemi per gli errori che troverete qui sopra, non ci vedo ancora molto bene e di rileggere tutto il post si fa un po’ complicato!

 


Non esistono piu’ i ristoranti di una volta…

Io adoro i ristoranti, qualsiasi, di qualunque cucina, di qualunque paese, adoro provare piatti nuovi, adoro perdermi in profumi sconosciuti, e adoro anche ritornarci quando meritano.

Di solito ho il mio sesto senso che ci azzecca sempre, infatti ho provato molto posto nuovi trovandoli un po’ per caso, un po’ anche grazie ai coupon che danno l’occasione di provare posti, magari cari, dove non ti lanceresti per la prima volta ad occhio chiusi, e mi sono sempre trovata bene, in alcuni anche veramente bene, da sbavo.

Oggi no.

Non faccio nomi perche’ non voglio scrivere un post per infangare un ristorante, ma voglio capire come e’ possibile che possano esistere ristoranti dove mangi come ho mangiato io oggi ed essere sempre pieni.

Come e’ possibile che la gente vada a mangiare in un posto dove ti servono un po’ per volta, mica a tutto il tavolo insieme, dei piatti che in confronto i 4 salti in padella sono da leccarsi i baffi?

Fosse un posto dove paghi 10 euro e mangi posso capirlo, ma non e’ nemmeno basso come prezzo?

Mi sono presa del salmone marinato con aneto, specificato marinato da loro eh, peccato che la marinatura se la sia scordata, era salmone crudo con dell’aneto sopra, pure anche un po’ secchino, tipo quando lasci il prosciutto aperto in frigo per 3 giorni, ecco quel secco li…

Per non parlare della pasta, dovevano essere bigoli veneti con pomodorino fresco, cipolla grigliata e pesce. Sapete che mi e’ arrivato? Della pasta scotta, i bigoli avevano una lunghezza di 3 cm l’uno perche’ erano tutti spaccati da quanto erano cotti, con sopra del sugo di pomodoro e qualcosa che sembrava avesse sapore di pesce, e delle briciole nere, che ho capito dopo essere le cipolle grigliate andando per esclusione. No scusate qui non ci siamo capiti…ma nemmeno all’asilo 25 anni fa ho mai mangiato della pasta cosi’ scotta, ma nemmeno mia nonna che non aveva i denti se la faceva cosi’ scotta…no no no e poi no.

Poi il moroso ha preso la grigliata…bella era bella, ma c’era un pesce, probabilmente l’orata, che aveva un sapore…tie’ prova assaggia anche te…metto in bocca, aspetto due secondi e …bleahhhhh ma che schifo e’??? Un odore che non riesco a descrivere, se mi avessero fatto provare del topo affumicato probabilmente aveva un sapore migliore. E i gamberoni credevo fossero di bellezza…duri…ma guarda che sono solo di decorazione, come i fiori delle torte delle peggiori pasticceria, che non sai mai se sono finti o da mangiare fin quando non arriva qualcuno, mette in bocca e sputa il pezzo di plastica a forma di margherita.

Mi guardavo intorno…ai tavoli tutta gente soddisfatta…possibile che solo noi siamo stati cosi’ sfigati, eppure eravamo in 6 e la maggior parte di noi era delusa, molto delusa…allora gli altri mangiano veramente male di solito per reputare buono quello che stavano mangiando…o in giro c’e’ un’educazione pari a zero sull’alimentazione e la cucina che basta ingurgitare cose commestibili per dire che si sta mangiando.

Ma io scusate non ci sto. Io vado in un ristorante e pretendo di mangiare meglio di casa mia, se no mangio a casa e risparmio. Oppure mangio all’Ikea che sicuramente avrei mangiato meglio di oggi.

Ma a voi non e’ mai capitato una cosa del genere?

Andare in un ristorante rinomato ed uscire proprio delusi?