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Meringhette facili facili

Visto che più persone mi hanno chiesto la ricetta per queste meringhette, ve la scrivo qui, così rimane indelebile e potete cercarla ogni volta che ne avrete bisogno.

So che è una ricetta facilissima, che molte blogger storceranno il naso perché e’ un pç la base della pasticceria, ma c’è anche tanta gente che non sa da dove partire e che, cercando online, si ritrova con migliaia di ricette diverse e non sa mai quale potrebbe essere quella giusta.

Questa non ha la pretesa di essere la ricetta giusta, ma a me funziona.

La meringa viene ottima, buona e bianca!

A dirvi la verità io facevo parte di quelle persone che aggiungeva il sale perché…boh non so perché, ma lo facevo, fin quando non mi sono imbattuta in questo articolo di Dario Bressanini e da quel momento ho seguito sempre la sua ricetta e le sue indicazioni, che per praticità vi riassumo qui.

Innanzitutto so che la maggior parte delle volte le meringhe vengono fatte per consumare gli albumi avanzati, se cosi’ non fosse procuratevi delle belle uova freschissime!

Per fare la quantità di meringhe che vedete in foto ho usato 200 gr di albumi, 6 albumi.

Vi do il peso perché è importante che le pesiate, visto che non tutte le uova hanno la stessa grandezza.

Dunque pesate le uova, poi preparate il doppio del peso delle uova di zucchero.

Ad Es. io avevo 200 gr di albumi e ho preparato 400 gr di zucchero.

Per lo zucchero potete usare zucchero semolato (il classico zucchero per intenderci), zucchero a velo pronto, zucchero semolato frullato. O anche fare un pò di zucchero semolato e un pò a velo. Cambia la consistenza della meringa, più mettete zucchero a velo più sarà liscia. Io ho usato solo zucchero semolato.

Non aggiungete sale, il motivo lo trovate nell’articolo postato prima di Bressanini.

Invece vi servirà un cucchiaino di succo di limone.

Gli attrezzi indispensabili per me sono planetaria o montatore elettrico e la sac a poche con la punta stellata.

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Ora iniziamo a preparare la meringa:

Accendete il forno a 100°

Se avete una planetaria, o uno sbattitore elettrico o manuale, o se volete farlo a mano (no vi prego è una tortura inutile), mettete gli albumi nel contenitore e iniziate a montarli a media velocità. Dovranno diventare circa 4 volte il volume iniziale.

Ora iniziate ad aggiungere lo zucchero, io l’ho fatto un cucchiaio per volta, per far inglobare bene e fare in modo che si potesse sciogliere il più possibile.

Aggiungete anche il cucchiaino di succo di limone e procedete con l’aggiunta dello zucchero fin quando finite.

Prendete la sac a poche con la punta stellata e riempitela di meringa cruda, fate dei ciuffetti di circa 3-4 cm di diametro (se le fate più piccole o grandi regolatevi con il tempo del forno), potete anche disporle vicine le uno alle altre, tanto le meringhe non si ingrosseranno.

Abbassate la temperatura del forno a 85° e infornate subito le meringhe, avendo l’accortezza di tenere le sportello del forno leggermente aperto per far uscire l’umidità. Ora aspettate circa 3 ore e le vostre meringhe saranno cotte.

Non toglietele subito dal forno, fatele raffreddare dentro altrimenti si creperanno.

Per mantenerle croccanti poi metterle in un contenitore di latta.


La mia torta preferita: crostata ripiena di fragole

Eccola…e’ lei, l’unica inimitabile crostata ripiena di fragole…detta cosi’ non rende.

Una volta assaggiata entrerete in un tunnel senza fine, quindi vi avviso, una volta mangiata non ne uscirete piu’. Come me insomma.

Questa torta l’ho scoperta anni fa, da una pasticceria che ora non frequento piu’ per motivi personali (e’ del mio ex) e non l’ho piu’ fatta fino a sabato, quando sono andata al mercato ortofrutticolo di Bergamo e ho trovato le fragole praticamente regalate, cioe’ a 0,60 cent al chilo…beh ne ho prese 10 chili!

E mi e’ subito venuta in mente la mia torta…anni di astinenza…e perche’ non farla io a casa? Beh non era molto difficile da fare, anzi piu’ ci penso piu’ la mia salivazione aumenta, piu’ mi vengono in mente i passaggi da fare e mi dico:” ma e’ una stupidata!!!!!”

E cosi’ nel pomeriggio ho sfornato due belle torte profumate, perfette, semplici, e la sera una e’ quasi finita, e la seconda e’ finita la domenica.

Provatela…ve ne innamorerete!!!

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Ingredienti :

pasta frolla fatta con 500 gr di farina

1 confezione di biscotti digestive

3 vaschette di fragole

crema pasticcera fatta in casa o 1 confezione di crema pasticcera tipo cameo (due buste)

 

Accendete il forno a 180°.

Preparate la crema pasticcera come fate solitamente.

Lavate e tagliate le fragole a pezzetti.

Togliamo dal frigo il panetto di pasta frolla che abbiamo preparato precedentemente.

Ricoprite il fondo della teglia con carta forno.

Ricavate un disco con meno della meta’ della frolla della misura della teglia e appoggiatelo sul fondo.

Per questa operazione prendere un foglio di carta trasparente, appoggiarci la frolla, e sopra un altro foglio di carta trasparente, appiattire con un mattarello per dargli la forma, poi sollevare delicatamente il primo strato di carta, con attenzione rovesciare il disco nella teglia e togliere anche il secondo strato.

Poi con pezzi di frolla sempre appiattita nello stesso modo fate il contorno della teglia alto quasi come la teglia.

Distribuite i biscotti digestive cercando di riempire bene ogni spazio vuoto, poi sopra versateci le fragole a pezzetti, e sopra la crema pasticcera.

Ora ricavate un altro disco di frolla un po’ piu’ grande del bordo teglia e appoggiatelo sopra la torta, chiudendo bene i bordi e bucherellandolo con i rebbi di una forchetta.

Infornate per almeno 40 minuti, e se vedete che la superficie prende troppo colore metteteci un foglio di carta alluminio sopra.

Quando la cottura e’ finita, sfornatele ma lasciatele ancora nelle teglie fin quando son fredde, poi con un coltello staccate dal bordo la pasta. Puo’ essere mangiata anche tiepida con una pallina di gelato.

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Le Camille fai da me (gluten free)

Ho un amica celiaca. La mia prima amica celiaca.

Lo scrivo perche’ non mi sono mai cimentata in ricette di dolci gluten free e devo dire che e’ stata una grande scoperta, sono piaciute a me e anche alla persona interessata. A breve li rifaro’ (anche per fare una foto degna di essere chiamata tale, per ora beccatevi questa dal cell).

La ricetta e’ di una semplicita’ mostruosa, soprattutto se avete una planetaria o impastatrice, altrimenti beh cogliete l’occasione per farvi qualche muscoletto extra palestra!

Ho preso spunto da una ricetta su un sito di celiaci, ma ho modificato dosi e anche ingredienti, quindi non vi sto a mettere l’originale che non c’entra nulla con la mia.

Facendo le cose cosi’ alla fine mi sono uscite le camille…le famose camille…ma non quelle attuali che sono troppo dolci e con un retrogusto forte. Le camille che mangiavo da piccola, quelle che sapevano ancora vagamente di carota.

L’ideale per questi dolcetti gluten free sarebbe usare delle teglie in silicone, per non ungere e infarinare la teglia, oppure come ho fatto io fare delle piccole tortine nei pirottini di carta dei muffin.

Camille fai da me (gluten free)

– 500 gr di farina di riso integrale

-6 uova

-400 gr di carote grattuggiate finissime

-250 gr di zucchero

-180 gr di olio (io ho usato l’extra vergine perche’ non avevo in casa altro)

-1 cucchiaino di estratto di vaniglia (o se non l’avete una bustina di vanillina)

-1 bustina e mezzo di lievito per dolci

Mettete la farina, l’olio, le uova e lo zucchero nell’impastatrice e fatela andare finche’ non vi viene un impasto ben amalgamato.

Aggiungeteci le carote, e mescolate bene. Infine aggiungete l’estratto di vaniglia e il lievito setacciato.

Io meta’ tortine le ho colorate con un po’ di cacao per cambiare.

Accendete il forno a 180° e nel frattempo versate l’impasto nei pirottini dei muffin o nello stampo delle tortine in silicone.

Infornate per circa 20 minuti.

Sono ottimi cosi’, oppure potete dividerli a meta’ e spalmarci della marmellata o nutella!


Pan dei morti

Oggi e’ il 31 ottobre, domani si festeggia il giorno dei Morti. Lasciando perdere la diatriba halloween si o halloween no, io festeggio perche’ la nostra tradizione e’ molto piu’ vecchia della festa americana, che ormai ci ha invaso. E’ comunque una festa carina, simile alla nostra vecchia festa dei morti.

Qui si usava intagliare le rape o le zucche e con una candela all’interno metterle fuori dalle stalle, per proteggere il bestiame, che ai tempi era l’unico sostentamento per una famiglia, dalle anime dei morti. Il 31 ottobre coincideva con la fine dell’estate, quindi la fine dei lavori nei campi, e l’inizio della stagione  morta, del freddo, dei mesi piu’ duri dell’anno, delle influenze, che fino a 50 anni fa uccidevano, e in questo giorno si scongiuravano le disgrazie, si cercava di allontanare le anime dei morti.

Questi sono dolcetti che fanno parte della tradizione lombarda, anche se ogni citta’, provincia, paesino ha la propria ricetta. Ognuno ci mette quel che ha in casa, d’altronde ai tempi andare al supermercato era un lusso, beh in effetti quasi anche adesso, quindi siete liberissimi di usare avanzi e rimasugli vari.

Io vi metto la ricetta che ho preso da Shake&Bake, con alcune modifiche. Io con questa dose ci ho ricavato una ventina di biscotti.

Ingredienti:

100 gr di amaretti tritati

120 gr di biscotti secchi tritati

200 gr di farina 00

140 gr di zucchero semolato

mezza bustina di lievito per dolci

30 gr di cacao in polvere

1 cucchiaino di cannella in polvere

un pizzico di sale

40 gr di uvetta secca

1 confezione di pinoli (circa 50 gr)

4 albumi

Mettete farina, biscotti tritati, amaretti tritati, lievito, zucchero, sale, cacao cannella in una ciotola, aggiungeteci le uvette tritate (io non le faccio rinvenire nell’acqua perche’ mi piacciono cosi’ secche), i pinoli tritati grossi, e gli albumi.

Mescolate bene con un cucchiaio di legno. Poi trasferite il comporto formando un salsicciotto di circa 10 cm di diametro su una spianatoia in legno infarinata, tagliate delle fette spesse 1 cm e con la mani infarinate appiattitele un po’.

distribuite i biscotti su una placca da forno coperta da carta da forno e fate cuocere per 15 minuti a 200°.

Quando li togliete saranno ancora morbidi, poi raffreddandosi diventeranno duri. Lasciateli raffreddare sulla carta da forno e poi metteteli in un contenitore ermetico. Potete spolverarli di zucchero a velo!

 

 


Torta di grano saraceno con mandorle e marmellata di fragole

Ho trovato questa ricetta sul libricino “Ricette di masi, malghe e castelli delle valli e delle nostre montagne” si Arsenale Editore, comprato anni fa ad una fiera e sfogliato ogni tanto. Non ho modificato nulla, se non nel tipo di marmellata, perche’ la ricetta diceva di mettere quella di mirtilli che piu’ si addice, ma avevo da consumare un barattolo di marmellata alle fragole e cosi’ ho cambiato!

Vi metto la ricetta pari pari:

Torta di grano saraceno con marmellata di fragole

-250 gr di farina di grano saraceno

– 250 gr di burro

-250 gr di zucchero

-6 uova

-250 gr di mandorle spellate

-1 bustina di lievito per dolci

-1 bustina di vanillina o un po’ di vaniglia 

-500 gr di marmellata di fragole

-50 gr di zucchero a velo.

Lavorate il burro a temperatura ambiente con 150 gr di zucchero, poi aggiungete i tuorli uno alla volta fino ad ottenere un composto spumoso.

Aggiungere un pizzico di sale, la farina, le mandorle tritate, il lievito e la vaniglia e continuare a lavorare l’impasto.

A parte montate gli albumi a neve ferma e aggiungeteci lo zucchero rimanente.

Poi unire gli albumi montati con lo zucchero al composto di farina e mescolare delicatamente.

Imburrare e infarinare una teglia e versarvi il composto, poi mettere in forno a 180° per circa un ora.

Fate la prova stecchino, se esce asciutto e’ pronta.

Fatela raffreddare su una gratella. Quando e’ fredda tagliatela orizzontalmente, spalmatela di marmellata e richiudetela, spolverate di zucchero a velo e sbranatela!


Torta integrale di mele e castagne bollite

Penso che sia la torta di mele piu’ riuscita in anni di esperimenti…giuro, non sto scherzando! Perche’ in effetti questa torta e’ nata un po’ per scherzo, cosi’:

Apro il frigo e “Ops mannaggia sta per scadere la farina integrale, e ora?” .

In casa dei miei avanzavano delle castagne bollite, 5 belle mele ed il gioco e’ fatto!

Ho preso spunto da una ricetta dal libro “torte di mele”  di Tommasi Editore e l’ho modificata a mio piacimento.

E’ molto semplice e veloce, insomma se avete poco tempo per preparare fatela, potete anche servirla tiepida con una pallina di gelato…mi sto leccando i baffi al solo pensiero, anche se me ne sono mangiata una fetta ma ho proprio pensato tra me e me: ” cavolo qui ci starebbe bene il gelato”!!

TORTA INTEGRALE DI MELE E CASTAGNE BOLLITE


1 Kg di mele

una trentina di castagne precedentemente bollite

3 uova

180 gr di zucchero

50 gr du burro fuso

160 gr di farina integrale

2 cucchiai di rhum

2-3 cucchiai di latte

1/2 cucchiaino di cannella in polvere

1 bustina di lievito

 

Sbucciamo le mele e le tagliamo a fettine sottili sottili, le mettiamo in un recipiente insieme alle castagne bollite leggermente schiacciate per romperle in pezzi piccoli.

In una ciotola mettiamo le uova e 100 gr di zucchero, sbattiamo e aggiungiamo la farina, il latte, il rhum, la cannella e il lievito. Mescoliamo fin quando abbiamo un bel composto liscio.

Aggiungiamo al composto la frutta e con un mestolo di legno schiacciamo bene per far amalgamare il tutto.

Imburriamo e infariniamo una teglia per torte, versiamoci l’impasto, livelliamo un po’ col il mestolo.

Facciamo sciogliere il burro.

Spolveriamo la torta con 80 gr di zucchero e spra ci versiamo il burro fuso caldo.

Inforniamo a 180° per un’ora.

Si puo’ servire tiepida accompagnata da una pallina di gelato.


Il Tiramisu’ al melograno

Settimana scorsa ho trovato 3 grossi melograni, comprati, strano ma vero, perche’ io di solito non compro mai frutta e verdura, se non in rarissime occasioni. Oggi mi sono decisa ad usarli per un buon tiramisu’ alternativo, come piace a me alla frutta.

Per il tiramisu’ per circa 6 persona bastano anche due melograni. Dovete avere il passaverdura, io ho quello manuale.

Sgranate i melograni raccogliendo i chicchi in una ciotola, poi passateli al passaverdure aliminando i nocciolini interni amari. Versate il succo in una ciotola.

Ingredienti per la crema di mascarpone:

500 gr di mascarpone

150 gr di zucchero

4 uova

Questa e’ la classica crema al mascarpone che va bene per tutti i tiramisu, facile facile, dovete montare gli albumi, con 50 gr di zucchero e quando sono belle solide le mettete in un contenitore, poi montate i tuorli con i rimanenti 100 gr di zucchero e aggiungeteci poco per volta il mascarpone. Poi unite i due impasti delicatamente e la crema e’ pronta.

Prendete una confezione da 400 gr di savoiardi, inzuppateli nel succo del melograno e disponeteli in una pirofila trasparente o nelle ciotoline se volete fare le monoporzioni.

Alternate crema e savoiardi inzuppati fino ad arrivare all’ultimo strato mettendo la crema e alcuni chicchi di melograno come decorazione.

E’ piu’ buono mangiato dopo un po’ di ore o il giorno dopo, perche’ i savoiardi si inzuppano bene di crema e sughetto del meograno.


Il pandoro (1° prova)

Eccoci manca poco a Natale, il tempo scorre velocissimo e quasi non me stavo accorgendo…fortuna che i negozi hanno cominciano ad addobbare con lucine e festoni e mi sono resa conto del periodo…non avevo ancora realizzato. Sara’ che ha fatto caldo fino a poco tempo fa e il freddo si e’ fatto sentire solo nelle ultime due settimane.

Arriva il Natale arrivano i primi esperimenti dei dolci natalizi.

Il pandoro e’ la prima volta che lo faccio, e’ un dolce che io adoro, piu’ del panettone, ma mi ha sempre bloccato il fatto di non aver mai trovato una ricetta degna di questo dolce.

Invece l’altro giorno stavo spulciando il mondo di internet e mi sono imbattuta nel forum di Cookaround e in particolare in questo post, mi sono piaciute un sacco le foto di come e’ venuto il pandoro e mi sono stampata la ricetta. Ho fatto delle piccole modifiche e il risultato e’ stato molto buono.

Avrei solo diminuito ancora il lievito e messo piu’ zucchero, ma sicuramente per essere la prima volta e’ andata benone!

Bando alle ciance, vi metto subito la ricetta con le dosi che ho usato io, simile a quella del link sopra.

Pandoro

-Preparazione della biga h.19

ingredienti:

100 gr di farina manitoba (ho usato la classica manitoba del super)

10 gr di lievito di birra disidratato (una bustina)

30 ml di latte tiepido

20 ml di acqua tiepida.

Fate sciogliere il lievito nell’acqua tiepida e lasciatelo alcuni minuti, fin quando fa la schiuma.

Poi mischiate tutti gli ingredienti insieme e quando sono ben miscelati, coprite la ciotola con della pellicola e mettete a lievitare in un posto tiepido per tutta la notte. Io l’ho messo sul davanzale interno della finestra sopra il calorifero.

-Primo impasto ore 9 del mattino

Ingredienti:

280 gr di farina manitoba

70 gr di farina 00

2 tuorli

3 uova intere

180 gr di zucchero

50 gr di burro morbido a temperatura ambiente

5 gr di lievito

50 ml di acqua

6 gr di sale

1 cucchiaino di estratto di vaniglia

Prendete la ciotola con la biga, trasferitela nella ciotola dell’impastatrice e fate partire a velocita’ 1, aggiungete alternando i tuorli, il lievito, la farina, lo zucchero, l’acqua e il sale e le uova. Cercate di aggiungere poco per volta alternando ingredienti secchi con liquidi, cosi’ da mantenere sempre un impasto bagnato per evitare i grumi.

Quando si e’ incorporato tutto, aggiungere a pezzettini poco per volta il burro a temperatura ambiente.

Una volta che l’impasto e’ liscio, coprite la ciotola con la pellicola e fare lievitare ancora, almeno che arrivi al doppio del volume.

-Terzo impasto

Ingredienti:

4 quadratini di cioccolato bianco

120 gr di burro

20 gr di miele

Fate sciogliere in un pentolino questi 3 ingredienti e fateli raffreddare, io li ho messo fuori dalla finestra, visto che la temperatura e’ simile a quella del frigorifero!

Prendete il vostro impasto, aggiungeteci poco per volta l’emulsione di ciocco-miele, un cucchiaio per volta e fate andare l’impastatrice a velocita’ minima per far assorbire. Continuate ma fate attenzione ad aggiungere il cucchiaio di emulsione solo quando il resto e’ stato ben assorbito.

Quando avete finito, prendete lo stampo del pandoro, io ne ho uno di alluminio che penso sia il migliore materiale per questa preparazione, lo imburrate e ci mettete dentro l’impasto, coprite con pellicola e lasciate lievitare fin quando l’impasto arriva al bordo dello stampo. Ci vorranno 3-4 ore a seconda del caldo che c’e’ in casa.

Una volta arrivato al bordo, infornate a 170° nella parte bassa del forno per 35-40 minuti.

Lasciato nello stampo fin quando si raffredda, poi giratelo, staccate e mettete in un sacchetto per alimenti.

E’ buono da mangiare il giorno dopo, cosparso di zucchero a velo!

 


I croissant sfogliati

Era ora che li facessi eh!!! Eh si ho fatto il corso il 4-5 dicembre e continuavo a dirmi: quando attacco il forno li faccio! Se…aspetta e spera!!!

Se qualcuno si e’ chiesto: cosa aspetta ad attaccarlo? Ecco qui la risposta!

Quindi se veramente aspetto che mi completino la cucina campa cavallo che faccio prima a diventare papa! Come solito prendo in prestito il forno dei miei, che e’ piccolo e ha almeno 20 anni, pero’ poverino funziona ancora nonostante l’eta’.

Questo croissant come dicevo ho imparato a farli al Corso di panificazione di Paoletta e Adriano, e ho provato a farli a casa.

I risultati sono stati ottimi, anche se si sentiva troppo il burro, a qualcuno piace, ad altri no, tipo me, quindi la prossima volta cambio marca, per il resto posso dire che era piu’ buoni il giorno dopo, raffreddati bene!

Il procedimento e’ lungo, soprattutto adesso che arriva il caldo…beh si e’ gia’ arrivato, e quindi c’e’ da fare continuamente dentro e fuori dal frigo, la pasta non noi, magari!

Vi metto anche l’elenco delle cose che serve, perche’ secondo me sono importanti quanto gli ingredienti, visto che senza di loro non si puo’ fare:

– impastatrice o planetaria per preparare il primo impasto

– un mattarello di legno

– un piano di lavoro in legno

– una paletta per tagliare o un coltello lungo liscio

– pellicola trasparente

– un vassoietto (vanno bene anche quelli in cartone dei pasticcini o di plastica)

– Carta forno due fogli

Questi gli ingredienti che sono simili a quelli di Paoletta, essendo una sua ricetta, ma li ho modificati un po’!

Croissant sfogliati (circa 8)

Prima parte:

– 120 gr di acqua

– 120 gr di latte

– un panetto di lievito (25 gr)

– 260 gr di farina manitoba

– 200 gr di farina 00

– 130 gr di farina 0

– 1 uovo

– 90 gr di zucchero

– 8 gr di sale

– scorza grattuggiata di un arancia

– un cucchiaino di estratto di vaniglia

30 gr di burro

Mettere l’acqua e il latte in una tazza e scioglierci il lievito sbriciolato. Travasare nella ciotola dell’impastatrice e avviate a velocita’ bassa. Aggiungete poca farina per volta, lasciandone da parte circa 50 gr.  Appena si forma l’impasto, unire l’uovo, lo zucchero e il sale e fare formare bene l’impasto, poi aggiungere i 50 gr di farina messi da parte. Quando si e’ tutto incorporato aggiungere il burro, la scorza di arancia e l’estratto di vaniglia.  Quando l’impasto si e’ formato, formare un rettangolo, metterlo sul vassoietto e coprire con pellicola, mettere in frigo per almeno un ora.

Seconda parte:

– 290 gr di burro morbido

Togliete dal frigo il panetto e stendetelo col mattarello per formare un rettangolo di40x20 circa.

Prendete i due fogli di carta forno, in mezzo metteteci il burro e picchiate col mattarello per appiattirlo in un rettangolo abbastanza perfetto che copra 2/3 del rettangolo di pasta.

Con delicatezza mettete il burro sulla pasta, coprendo 2/3 verso il basso, poi sovrapponete il terzo di impasto al secondo terzo, e il terzo sul secondo, formando un altro panetto rettangolare.

Rimettetelo sul vassoietto, coprite con pellicola e rimettete in frigo per 40 minuti.

Passato questo tempo togliete, appiattite delicatamente, il burro non deve uscire dall’impasto, stendete ancora della misura e piegate, rifate questo passaggio ancora una volta…o quante volte volete!

Dopo le operazioni di piegatura e dopo aver passato ancora in frigo il panetto, riprendetelo e stendetelo a 7 mm di spessore circa, un bel rettangolo, tagliate i bordi perche’ il rettangolo deve essere perfetto.

I bordi metteteli da parte perche’ potete farci delle treccine, senza schiacciare troppo l’impasto.

Ora prendete il rettangolo di pasta, tagliateci dei rettangoli isosceli, con base di circa 10 cm, andate un po’ ad occhio, dal panetto dovreste ricavarne almeno 7-8, devono avere gli altri due lati molto lunghi.

Ora prendete ogni triangolo e mettete il lato corto verso di voi con la punta verso il centro del tavolo. Incidete un taglio in mezzo al lato corto di circa un cm, poi allargate un po’ le punte e tirando leggermente l’impasto arrotolate tenendo la punta finale verso il sotto del croissant, piegate leggermente i lati e appoggiate i croissant sulla carta forno sulla teglia del forno.

Fateli tutti cosi’, disponeteli lasciando 10 cm di spazio almeno tra uno e l’altro, perche’ poi di gonfiano molto. formate anche le treccine e disponete sulla teglia anche quelle.

Coprite le teglie con la pellicola trasparente e lasciate lievitare i croissant, a me ci sono volute un paio di ore, ma fa caldo, in inverno ci vuole piu’ tempo, almeno una mezz’ora o ora.

Quando manca poco accendete il forno a 200°

Terza parte:

– 1 uovo

– zucchero semolato.

Sbattete l’uovo e pennellate i croissant, spolverateli di zucchero e infilateli in forno, nella  parte media, per 15 minuti o almeno fin che non sono belli dorati.

Io ho dovuto fare due infornate, perche’ mi ci stavano 5 croissant su ogni teglia.

Metteteli a raffreddare su una grata o un tagliere di legno.

Io consiglio di aspettare a mangiarli, anche se il profumo in casa e’ molto violento e non ti da scampo, ma io i apprezzo molto di piu’ il giorno dopo!



Biscotti cioccoburro!!!

Se siete a dieta passate direttamente alla prossima ricetta, ma se siete golosi e avete voglia di biscottini cosi’ burrosi e cioccolatosi continuate pure a leggere!

Il sabato passato mi e’ venuto uno schiribizzo culinario, una voglia irrefrenabile di cucina, cosi’ mentre mescolavo il composto per i biscotti, mettevo a lievitare la focaccia mentre dosavo gli ingredienti per la pizza…capita anche a voi?

So solo che in men che non si dica, con questa ricetta presa dal libro Kitchen di Marieclaire, ho sfornato una quarantina di biscotti super guduriosi, anche se sul libro danno 15 minuti di cottura ma in realta’ ne bastano 10 scarsi.

Si conservano bene in una scatola di latta per qualche giorno, sempre che non vengano divorati tutti prima!

La ricetta dice per 20 biscotti, ma me ne sono venuti una quarantina, a meno che non vogliate dei biscotti di 10 cm di diametro!

Ingredienti:

125 gr di burro

175 gr di zucchero di canna

1 cucchiaino di estratto di vaniglia

1 cucchiaio di latte

1 uovo

175 gr di farina

1 cucchiaino di lievito

275 gr di gocce di cioccolato (io ne ho messe 100 perche’ non amo sentire solo il sapore del cioccolato e per me 275 e’ troppo)

Scaldare il forno a 180°.

Nella ciotola della planetaria mettere il burro ammorbidito con lo zucchero di canna e far funzionare la planetaria per qualche minuto, fin quando vi trovate una pomata marrone uniforme. Aggiungete la vaniglia, il latte e l’uovo e fate incorporare al composto. Unire la farina e infine il lievito. Quando il composto e’ liscio aggiungere le gocce di cioccolato.

Preparare la teglia del forno con un foglio di carta forno e disporre con un cucchiaio un po’ di comporto, grande come una noce, distanziati almeno 10 cm l’uno dall’altro perche’ in cottura si allargano di molto. Piuttosto fate piu’ infornate ma teneteli molto lontani, magari anche 15 cm.

Mettete in forno per circa 10 minuti, sfornate su una gratella di ferro e una volta freddi mangiateli…ehm…ops…metteteli in una scatola di latta!