Quando arredare la cucina diventa un’impresa apocalittica…

Eh si… e’ passato un po’ di tempo dall’ultimo post e la cucina non e’ ancora pronta, il mio luogo della perdizione, il posto in cui perdero’ piu’ tempo, l’angolo della casa che amero’ di piu’…lei e’ ancora li, inutilizzabile.

Ma andiamo con ordine se no inizio a piangere subito.

A settembre andiamo presso un venditore di Stosa, ci attira subito una cucina e dopo mesi e mesi di ricerca questa era l’unica che ci attirava veramente, te lo senti dentro…e’ lei!

Firmiamo fogli su fogli contratti, la disegnatrice ci fa uno schizzo a caso di come potrebbe essere assicurandoci che avremo potuto cambiarlo totalmente in qualunque momento prima del’ordine. Torniamo a casa e ci accorgiamo che il progetto non sarebbe stato fattibile e cosi’ due giorni dopo torniamo, cambiamo il progetto e ci salutiamo con la promessa di vederla dopo 20 gg (dovevamo andare in ferie) a casa nostra per le misure.

Andiamo in vacanza facendo gia’ progetti mentali su che tipo di pentole prendere, cosa comprare per Natale per un eventuale cena nella nuova cucina…insomma iniziamo ad illuderci.

Al ritorno aspettiamo, aspettiamo, aspettiamo e quando ci siamo rotti di aspettare chiamiamo la ragazza che si era dimenticata delle misurazioni da prendere, e ci fissa l’appuntamento per fine Novembre…addio cena di Natale nella cucina nuova…ma vabhe, sara’ l’occasione per festeggiare il compleanno, a meta’ gennaio e per inaugurarla!

Arriva a fare le misure e, dopo averle ripetuto, sottolineato, evidenziato milioni di volte che casa nostra non ha un angolo dritto, si dimentica lo strumento per misurare gli angoli, prende due misure al volo e se ne va, con un’altra promessa di sentirci tra pochi giorni per confermare l’ordine.

Ricominciamo ad aspettare…aspettare…chiamiamo noi esasperati per l’attesa e scopriamo che questa ragazza si era licenziata…e noi come due babbi ad aspettare la chiamata del Signore per la cucina.

Ma io dico: se una ragazza sta a casa, chi rimane contatta tutti e avvisa almeno. No, avremo potuto aspettare all’infinito che loro non si sarebbero fatti sentire.

Allora torniamo in negozio, riprendiamo in mano il progetto tutto scarabocchiato della prima con una seconda ragazza, passiamo 3 ore a spiegarle tutto, lei annota su un altro disegno un po’ alla carlona, ci dice che deve chiedere conferma per alcuni elettrodomestici e ci chiama lei prima di fare l’ordine. E siamo al 23 dicembre!

Addio cena inaugurale con compleanno annesso sfumata nel nulla!

E anche qui aspettiamo…noi sempre aspettare…nulla!

A meta’ gennaio chiamiamo e parliamo con un altro, e veniamo a sapere che pure questa ragazza di era licenziata!!!!Andiamo bene!!!!

Altro giro altra corsa!

Torniamo per la milionesima volta al negozio, rifacciamo tutto quello che abbiamo fatto a dicembre con questo nuovo, ciao ciao, lui fa l’ordine.

Nel frattempo arriva marzo (da notare che abbiamo firmato il contratto a settembre), arriva il giorno della consegna, finalmente.

Arriva il furgoncino, scaricano, iniziano a montare… ma…ma..ma le mensole non erano bianche…ma la cappa e’ sbagliata…ma il pensile ha il lato a vista e deve essere rifinito lucido, non grezzo…ma il piano di lavoro dei tre armadietti separati e’ sbagliato…ma il mobile ad angolo ha il lato esterno bianco e non ciliegio…le mensole sono piu’ corte di 5 cm…

Sconsolati diciamo ai montatori di non montarci nemmeno le cose sbagliate, ma solo quelle 3 poche cose giuste e di lasciarci cosi’ inscatolato il resto.

RITORNIAMO in negozio a sistemare le cose che non vanno, 2/3 delle robe, promettendoci che ci avrebbero messo 10 giorni.

Vi parlo gia’ di due settimane fa.

A ora ho tre mobili montati, il resto della cucina invasa di scatoloni, sto aspettando la chiamata del negozio ma la vedo dura.

Vi faccio vedere la piccola parte che e’ stata montata:

Almeno ho la consolazione di vederne un pezzo!!!

Vi terro’ aggiornati!

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