In attesa che arrivi la cucina

Eh si, tra poco, circa un mesetto (oddio cosi’ tantooooo) arrivera’ lei, la mia amata cucina, tanto sognata, tanto studiata e tanto modificata fino all’ultimo. Siamo partiti come tutti penso a girare mille mila negozi di cucine, passando per tutte le marche, e poi per caso entriamo giusto per curiosare in un posto che abbiamo sempre avuto davanti agli occhi e chissenefrega di tutte quelle che abbiamo visto, chissenefrega del plico di preventivi raccolti nei nostri giri forsennati, Lei e’ li, davanti a noi, che ci guarda e ci chiama. Ok deciso, la nostra cucina sara’ Lei, la Stosa.

Forse non tutti la conoscono, non e’ una marca superfamosa come Scavolini, non so nemmeno su che livello siamo, ma quella ci e’ piaciuta molto, quindi ci facciamo fare un primo preventivo su un disegno della progettatrice, che alla fine era simile ad altri progetti di altre marche ma d’altronde eravamo legati con gli attacchi degli impianti. Il prezzo e’ piu’ alto della stessa categoria di cucine di Scavolini (oltretutto antipatici i venditori del negozio dove sono andata io, che vogliono fare a tutti i costi i simpatici e ti raccontano le loro avventure/disavventure con signore attempate che si sono ritrovati in negozio, anziche’ parlare di cucine) , non so se la qualita’ sia migliore o meno, sta di fatto che Lei e’ quella giusta.

Che poi io sono dell’idea che piu’ o meno molte cucine di assomigliano, molte hanno gli interni uguali (ho montato cassettoni Ikea di una cucina e sono identici ad altri cassettoni di marche piu’ famose e care), la differenza la fa il materiale, il piano di lavoro, gli elettrodomestici che decidi di metterci, le cerniere. Poi sono tutte modulari, come quelle Ikea, quindi te la costruiscono con i loro moduli e nel caso di fa qualche pezzo su misura (che ti faranno pagare oro, ma tant’e!).

Io per la mia cucina ho deciso di non andare su materiali pregiati, perche’ penso che pregio=delicatezza, quindi zero legno massello, zero piano in marmo o granito, ma sono stata su polimerico MDF, sotto ciliegio e alcuni pensili panna, piano di lavoro in Unicolor color Magnolia.

Ma piu’ che altro ci ho messo un po’ per decidermi cosa scegliere per gli elettrodomestici, che sono il vero cuore della cucina.

Prima di tutto fuochi a 90 cm, belli grandi cosi’ che posso farci stare tutte le pentole senza che litighino a chi prende piu’ spazio, ho scelto come marca la Smeg, per la varieta’ di modelli, il prezzo non troppo eccessivo e perche’ sono belli!!! Il modello che ho scelto io e’ questo

con il fuoco grosso sul lato cosi’ quando faccio la polenta il paiolo ci sta bene di spazio e riesco a lavorarci meglio. Speriamo che l’acciaio sia buono, non ho esperienza con l’acciaio se non col lavandino nuovo dei miei, che gia’ odio perche’ ogni volta ti tocca asciugarlo se no rimangono delle bellissime macchiazze bianche calcaree (ah me tapina che ho sempre vissuto col lavandino in ceramica!!!).

Il forno anche lui e’ grandino, 90 cm, sempre Smeg, e sicuramente sara’ perfetto, rispetto al mio vecchio forno di 30 anni che nemmeno chiudeva piu’ lo sportello.

Il lavandino e’ di Franke, in fragranite color Sahara (fa molto viaggio esotico eh?) e speriamo duri il piu’ a lungo possibile, il modello e’ Maris e ho preferito prendere una sola vasca ma grande piuttosto che due piu’ piccole

A seguire la mitica cappa aspirante di Falmec, un po’ particolare ma come piace a noi, che fa effetto cucina di ristorante, l’abbiamo scelta col motore da mettere esterno sul solaio, cosi’ fa meno rumore ed e’ questa

con 6 filtri aspiranti, e un comodo attacca mestoli, fa professional vero?

Per quanto riguarda la lavastoviglie abbiamo cercato una particolare, con 3 cestelli in acciaio inox…si si proprio 3, non 2 come le classiche, un terzo cestello alto per le posate, cosi’ si evita il cestellino che rompe le scatole quando c’e’ da mettere a lavare molti piatti o le pentole. Sempre Smeg come anche il frigo, a incasso, con doppio termostato, no frost e tutto quello che c’e’ di moderno adesso in un frigo.

Ora si spera vivamente nel montaggio fatto a regola d’arte (lascero’ il moroso a fargli compagnia col fiato sul collo ) e che dio ce la mandi buona!

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